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Fini: “In questa unità di intenti della destra, penso in modo difforme”

In un intervento non previsto ma inevitabile, Gianfranco Fini è stato oggetto e soggetto di molte delle riflessioni intorno al libro di Carmelo Briguglio che ha voluto ricostruire un pezzo di storia politica italiana

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Tra la certezza di essere stato “un uomo libero” e che continua ad esserlo e la consapevolezza che la “storia della destra italiana è complessa ed ha attraversato
80 anni con momenti in cui non era sempre agevole comprenderne l’identità
“, Gianfranco Fini usa parole chiare nel corso della presentazione alla Sala Nassirya del Senato del libro di Carmelo Briguglio “Quella meteora a destra – Fini contro Fini: il caso Futuro e libertà al tempo di Giorgia“.

Errori? A iosa” ma è orgoglioso nel rivendicare di non avere alcuna intenzione di giustificarsi rispetto alle scelte compiute e così l’ex leader di An ripercorre il suo passato politico, intrecciato alla storia recente della destra e della politica italiana, sottolineando che “se non ci fosse stata An non ci sarebbe stata neanche quella che è la destra di oggi“.

Fini: “Non mi sento vincolato al passato

Nel suo intervento non previsto, con il presidente del Senato, Ignazio La Russa in sala, l’ex Presidente della Camera cancella qualsiasi ipotesi di un suo ritorno attivo nella scena politica: “Perché non torno? Perché non esistono uomini per tutte le stagioni. Non esistono le possibilità di fermare il tempo e di agire come se nulla fosse accaduto“. Ma “in questa unità di intenti della destra“, Fini si prende la libertà di pensare in modo “difforme rispetto alla linea del partito“.

E’ erede di quello che ha alle spalle e guarda oltre quello che ha alle spalle, motivo per cui non si sente vincolato al passato, stessa caratteristica che apprezza profondamente di Fratelli d’Italia. Lo stesso atteggiamento, come ricorda l’ex vicepresidente del Consiglio, che “aveva la classe dirigente di An” quando si rendeva omaggio ad Almirante.

Poi, parlando del suo ex partito Popolo della Libertà, afferma di non essere stato espulso bensì si essere stato “dichiarato incompatibile” e di averlo appreso solamente da un comunicato stampa di un organismo di cui non conosceva l’esistenza e di cui non faceva parte. Ma, riconosce che “coloro che dicono ‘noi siamo Futuro e Libertà e c’è quel che c’è alle nostre spalle’, senza rinnegare certo la storia di Fiuggi, fanno bene“.

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