“Roma non è una città come le altre.E’ un grande museo, un salotto da attraversare in punta di piedi“. Era lospecchio degli italiani, Alberto Sordi, nonché volto della romanità, quella vera, santa e peccatrice che sembra però stia perdendo lo smalto alba dopo alba. Ed è proprio per questo che l’onorevoleFabio Schiumariscende in campo per le comunali 2027 per trovare questa parte ormai opaca della Capitale nella sua vita notturna.
Con 12 primavere da consigliere comunale, Schiumaconosce bene i tempi dell’Urbeed ogni suo capriccio. Così, come anticipato ai nostri microfoni a margine dell’incontro con la comunità umbra residente nella città, con soluzione alla mano si è fatto promotore del primoforum regionale delleCittà della notte, che sarà presentato al ministero della Cultura il prossimo 10 luglio. Un’iniziativa che ha portato la regione Lazio ad essere la prima regione ad usufruire di un pensatoio per ritrovare la notte romana “che ormai è diventata buia, triste e insicura“.
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E se la Dolce vita sembra essere solo un ricordo lontano, con una “via Veneto che oggi sembra Bagdad durante i bombardamenti“, ci si ricorda che è dal passato che si trova spesso la quadra per il futuro, e soluzione per “ravvivare la città, attrarre turismo, fare in modo che i giovani possano divertirsi, sempre nel rispetto di chi invece vuole riposare“.
Il tutto consguardo rivolto ai giovanimentre si tutela il diritto al lavoro del grande indotto che è la movida capitolina e si incentivano i servizi della città. Insomma, “disegnare una movida all’altezza del nostro patrimonio culturale“, puntualizza Schiuma che non esita a mettere nero su bianco gli attuali disagi, come la metro che “al tramonto diventa un miraggio, come la sicurezza che svanisce per le donne che tornano a casa“.
Una movida invece che con l’intervento del Forum potrebbe avere una regia artistica e culturale degli eventi che possano animare e divertire. Insomma, per Schiuma l’obiettivo appare presto chiaro. Ovvero “riqualificare la notte romana svestendola dei quattro anni che ci ha regalato Gualtieri, che adesso ha lanciato un Piano notte, ma che prima ha solo distribuito il kit anti sbornia“, affonda l’onorevole concedendosi una stoccata:“In pratica ha insegnato ai nostri ragazzi se hanno bevuto troppo come vomitare meglio“. Quattro anni che, a detta dell’ex consigliere in quota FdI, “hanno fatto rimpiangere assessori di sinistra come Renato Nicolini”.
Ma i problemi di una città, spesso non hanno un colore politico, specialmente sulle tematiche sociali, perché “sulle fragilità si lavora insieme,un politico dovrebbe spogliarsi della giacchetta di partito, quando si affrontano i problemi che sono nell’interesse pubblico specialmente delle fasce più deboli“, solleva l’onorevole riflettendo sulle innumerevoli iniziative che si potrebbero mettere in cantiere.
Tra tutti studiare unpiano regolatore della notte, per poi trasformare Roma, perché no, in una città delsound, delsoftclubbing, “oppure pensare diinvitare in primavera 50 dj nelle piazze più belle di Romache possano far musica fino ad una certa ora della sera“. Insomma, “le idee ci sono, serve solo fantasia e cambiare l’aria viziata nei corridoi del potere romano“.
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