L’incontro tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy,Adolfo Urso, e il presidente della Regione Puglia,Michele Emiliano, si è concluso con la firma da parte di tutte le amministrazioni nazionali e locali dell’intesa sulla decarbonizzazione degli impianti dell’ex Ilva di Taranto. A confermarlo sono fonti del Ministero.
Un primo passo verso una risoluzione riguardante il futuro dell’impianto di Taranto, su cui da mesi il governo è impegnato in un dialogo con la Regione per cercare disalvare sia la produzione di acciaio sia i posti di lavorodei circa 18mila dipendenti. Il tutto cercando di rispettare gli impegni presi dal punto di vista ambientale.
Leggi Anche
“Siamo qui per trovare un accordo, non per fingere di trovare un accordo“, aveva dichiarato questa mattina il governatore pugliese, poco prima di incontrare il ministro per un faccia a faccia che ha anticipato il vero e proprio vertice (Ne abbiamo parlato qui). Dopo una lunga contrattazione, durata quasi tutta la giornata, poco prima delle 19 è arrivata la conferma del raggiungimento di un accordo.
Ex Ilva, firmata l’intesa: cosa prevede?
Secondo quanto riferito dalle fonti del Mimit, l’intesa impegna le parti a sottoscrivere un “Accordo di Programma“, finalizzato a predisporre misure adeguate in favore dello sviluppo del territorio, così come ad individuare strutture organizzative che monitorino le tempistiche dei procedimenti amministrativi ambientali riguardanti gli impianti strategici.
I punti ancora da discutere sono molteplici. Innanzitutto, itempi per la decarbonizzazionesaranno indicati solamentenel corso della fase di aggiudicazione della nuova garaper l’assegnazione della gestione dell’impianto. Il prossimo 15 settembre sarà il termine ultimo per presentare le offerte vincolanti. In seguito sarà poi valutata lapossibile localizzazione del DRI, ovvero degli impianti di preridotto, necessari per l’approvvigionamento dei forni elettrici. Questo avverrà, però, solo nel caso in cui sarà possibile assicurare il necessario approvvigionamento energetico.
Nel bando per la vendita dell’Ex Ilva è stato inoltre introdotto l’obbligo per l’acquirente di impegnarsi nello allo spegnimento delle aree a caldo alimentate a carbonee nella realizzazione fino a un massimo di tre forni elettrici per coprire l’intera capacità produttiva autorizzata e perrispettare le direttiva dell’Aia. Inoltre, viene resa inderogabile la tutela dei lavoratori.
Ex Ilva, il prossimo incontro nella seconda metà di settembre
Proprio su questo punto si è espresso il sindaco di Taranto,Pietro Bitetti, il quale ha voluto sottolineare che l’accordo accoglie le richieste dell’amministrazione comunale enon fa alcun riferimento all’ipotesi di approvvigionamento tramite nave rigassificatrice. Proprio quest’ultima soluzione era stata individuata per produrre il necessario apporto di gas per alimentare l’Ex Ilva. Un’ipotesi che però non è stata accolta con favore né dal comune né dalle associazioni ambientaliste.
Le parti si sono quindi date appuntamento a dopo il 15 settembre per una riunione necessaria ad esaminare la soddisfazione deidiritti alla salute, all’ambiente e al lavorolegato alle Acciaierie d’Italia. In questo frangente sarà valutata anche la possibile localizzazione degli impianti DRI, oltre alle varie misure di politica attiva e passiva del lavoro per salvare i dipendenti dello stabilimento. In questo senso si prenderà in considerazione unareindustrializzazione delle aree libere, anche con la nomina di un commissario ad hoc.
© Riproduzione riservata













