Ex Ilva, Urso ed Emiliano al lavoro sull’intesa: focus su decarbonizzazione e dipendenti

Intanto, nello stesso giorno dell'incontro al Mimit, diverse associazioni ambientaliste hanno annunciato un ricorso al Tar contro l'Aia concessa all'ex Ilva. Si tratta di Peacelink e Giustizia per Taranto, che hanno spiegato come la concessione per la produzione di carbone per altri 12 anni sia "inaccettabile da ogni punto di vista"

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I dibattimenti sul futuro dell’Ex Ilvanon si fermano neanche in questo agosto rovente. Alle 11:30 di oggi ha avuto inizio al Ministero delle Imprese e del Made in Italy la riunione dedicata al rilancio dello stabilimento delle Acciaierie dello Stato a Taranto. Presenti il ministroAdolfo Urso, che ha definito quello odierno “il giorno della responsabilità e della verità” e il presidente della Regione Puglia,Michele Emiliano.

Assieme a quest’ultimo è giunta a Roma una folta delegazione, composta da figure istituzionali e tecnici. Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, parteciperà all’incontro in videocollegamento. “Siamo qui per trovare un accordo, non per fingere di trovare un accordo“, ha tuonato il governatore pugliese, sottolineando che la presenza della Regione al Mimit è stata fortemente voluta dagli enti locali, sempre più interessati a trovare un’intesa sul futuro dell’impianto.

Emiliano ha riconosciuto ilclima di tensione generato dalle posizioni territoriali, che il sindaco Bitetti non può in alcun modo ignorare, ma al contempo ha osservato come quello attuale sia il momento nel quale “bisogna uscire dal dramma industriale dell’Ex Ilva“. Il piano che la Regione Puglia sottoporrà al ministro delle Imprese, si basa su tre punti cardine: la decarbonizzazione dell’impianto, la tutele dei lavoratori e il rilancio della città di Taranto.

Ex Ilva, l’incontro tra Emiliano e Urso: quali sono i punti all’ordine del giorno

L’obiettivo dell’incontro odierno al Mimit è quello ditrovare un’intesa sul futuro dell’Ex Ilva, come sottolineato da tutte le parti coinvolte. Michele Emiliano ha spiegato quali sono lelinee guidache dovranno caratterizzare il potenziale accordo. Innanzitutto, non è possibile trovare compromessi sulla decarbonizzazione dell’impianto di Taranto.

Bisognaabbattere tutte le emissioni pericolose,che attualmente sono in corso grazie all’Aia“, ha sostenuto, ricordando che l’Autorizzazione integrata ambientale è stata emessa proprio in mancanza di un accordo in grado di gestire le modalità e le tempistiche della decarbonizzazione dell’impianto. Il secondo punto riguarda legaranzie per i 18mila dipendentidi Acciaierie d’Italia.

Il governo deve tutelare il loro futuro, con l’obiettivo direimpiegare tutti gli addetti della fabbrica. In questo senso, Emiliano ha spiegato che la Regione Puglia è disponibile a fare la sua parte nella ricollocazione degli esuberi, anche attraverso un incremento e una diversificazione delle attività lavorative nella zona di Taranto.

L’ultimo punto riguarda lecompensazioni per la città, che deve essere guidata verso un futuro in cui non vi sia solo la “monocultura dell’acciaio“, ma una proposta produttiva che renda Taranto una “grande capitale del Mediterraneo“. Tali compensazioni, quindi, saranno oggetto di  discussione diretta o collegate all’accordo che sarà firmato. “Mandare a casa 18mila persone, facendochiudere la fabbrica, è una catastrofeche la città, la Puglia e l’Italia non possono sopportare“, ha concluso prima di recarsi al Mimit.

Ex Ilva, gli ambientalisti ricorrono al Tar contro l’Aia

Intanto, nello stesso giorno dell’incontro al Mimit, diverse associazioni ambientaliste hanno annunciato unricorso al Tar contro l’Aiaconcessa all’ex Ilva. Si tratta diPeacelink e Giustizia per Taranto, che hanno spiegato come la concessione per la produzione di carbone per altri 12 anni sia “inaccettabile da ogni punto di vista“.

Le associazioni hanno inoltre annunciato l’avvio di una raccolta fondi per l’iscrizione al ruolo, il cui obiettivo iniziale era di 3.500 euro. “Nel giro di poche ore abbiamo superato i 5mila euro.Se vinciamo, vinciamo per tutti“, hanno spiegato in conferenza stampa. La loro richiesta è quella di impedire all’Ex Ilva di produrre “emissioni cancerogene, genotossiche, neurotossiche“.

Inoltre, è stata inviata una lettera al governo in cui si propose ilpassaggio dei lavoratori in esubero da Acciaierie d’Italia a Ilva in As, ovvero un ente che si occupa della conservazione dei beni e della bonifica. “Per 10mila lavoratori stimiamo un costo di 500 milioni l’anno, meno della perdita attuale dell’azienda“, hanno spiegato.

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