Il sindaco di Taranto,Piero Bitetti,si è dimessoa conclusione di una riunione in Comune con la motivazione di “inagibilità politica“. Un terremoto politico che rischia di bloccare un percorso che sembrava finalmente essersi incanalato verso una soluzione “veloce” per quanto riguarda il destino dell’impianto delle Acciaierie dello Stato,Ex Ilva.
Il primo cittadino, eletto al ballottaggio lo scorso anno e sostenuto da una lista di centrosinistra, è stato duramentecontestato da cittadini e associazioni ambientalisteper le sue posizioni riguardanti l’impianto delle Acciaierie dello Stato. Nel corso dell’assemblea, indetta proprio per aprire un dialogo tra l’amministrazione di Taranto e queste realtà, i contestatori avrebbero occupato Palazzo di Città, impendendo al sindaco di uscire.
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La decisione di Bitetti al momento non è stata ratificata e il primo cittadinoha 20 giorni di tempo per ritirare le sue dimissioni. Al momento, infatti, non è chiaro se la sua sia una mossa strategica o se il sindaco abbia davvero intenzione di lasciare il suo ruolo. In ogni caso, il cambio di amministrazione provocherebbe non poche problematiche al programma riguardante l’Ex Ilva.
Il prossimo mercoledì,il consiglio comunale avrebbe dovuto esprimersi sulla decarbonizzazione dell’impianto. La riunione odierna con le associazioni era nata proprio come momento di raccordo e dialogo in visione del voto che dovrebbe tenersi tra due giorni. Le posizioni di sindaco e cittadini, però, sono apparse inconciliabili. Il giorno successivo,il 31 agosto, è previsto invece ilvertice al ministero delle Imprese e del Made in Italy sull’accordo di programma. Al tavolo, Taranto arriverà con la sua determinazione finale. In parallelo, a livello nazionale, è al lavoro un comitato tecnico per analizzare le diverse possibilità.
Uno dei nodi da sciogliere, infatti, riguarda la possibilità diutilizzare una nave rigassificatrice nel porto di Taranto come fonte di gas. Un’opzione che però non è vista di buon occhio dagli enti locali. Grazie alla nave sarà però possibile procedere con gli impianti Dri al posto dei forni elettrici.
Ex Ilva, le richieste della cittadinanza al sindaco di Taranto
“Sindaco, difenda la vita“, è questo uno degli slogan con cui i cittadini e le associazioni sono giunte davanti al palazzo comunale di Taranto per discutere direttamente con il sindacoBitetti. “Credo che sia importante ascoltare la cittàe quello che stiamo facendo dal 17 giugno, giorno della mia proclamazione“, aveva dichiarato il sindaco a poche ore dall’annuncio delle sue dimissioni. Il primo cittadino ha chiarito di aver costituito un team di esperti per affrontare la questione al meglio e per cercare di accontentare tutte le parti.
I cittadini, però, sembrano avere le idee chiare.L’impianto dell’Ex Ilva può essere riavviato solamente a seguito di una completa decarbonizzazione. I sindacati chiedono tre forni elettrici, il Dri, il rilancio delle linee di laminazione e garanzie per i lavoratori. I più più radicati, invece, chiedono la chiusura stessa dell’Ex Ilva. Ciò che sembra chiaro, comunque, è che il cronoprogramma presentato non è adatto a rispondere ai bisogni della cittadinanza, terrorizzata dalle possibili conseguenze per Taranto.
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