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Elezioni Comunali 2026, vittoria di De Luca a Salerno e trionfo del centrodestra a Venezia, Meloni: ‘Miracolo nazionale’

Con un'affluenza definitiva del 60,6%, le elezioni comunali 2026 premiano il centrodestra in Laguna con le felicitazioni di Meloni, mentre a Salerno è vittoria schiacciante dello schema civico di De Luca

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Si sonochiuse alle ore 15:00 le urneper la tornata di elezioni amministrative 2026, che ha chiamato al voto oltre6,2 milioni di cittadini in 743 comuni italiani.Sotto la lente d’ingrandimento ci sono soprattutto i 18 capoluoghi di provincia al voto, un test politico fondamentale per misurare i rapporti di forza tra i partiti nazionali e la tenuta delle coalizioni a metà legislatura:Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno, Agrigento, Enna, Messina.

La mappa di partenza vede un equilibrio perfetto nei capoluoghi principali: otto erano guidati dal centrosinistra, otto dal centrodestra e due da civici o indipendenti.

Le regole del voto e l’ombra del ballottaggio

Il sistema elettorale prevede due binari differenti. Nei comuni sotto i15mila abitantisi vota con un turno unico: vince il candidato sindaco che ottiene anche un solo voto in più rispetto agli avversari, senza bisogno di raggiungere soglie minime, e si va alballottaggiosolo in caso di perfetto pareggio.

Nei comuni sopra i 15mila abitanti, invece, per essere eletti al primo turno è necessariosuperare la soglia del 50% dei voti.Se nessuno ci riesce, si torna alle urne due settimane dopo per il ballottaggio tra i due candidati più votati. I ballottaggi, dove necessari, si terranno domenica7 e lunedì 8 giugno,mantenendo gli stessi orari del primo turno.

Il crollo dell’affluenza nazionale per le elezioni comunali 2026

Il primo dato certo è quello della partecipazione, in netto calo in quasi tutto il Paese. Infatti, stando a quanto riferisce il Viminale una volta ottenuti i dati di tutte le 6.278 sezioni, l’affluenza alle Comunali 2026 è stata al60,06%, in calo rispetto al 64,91% delle precedenti.

Nella prima giornata di consultazioni, il dato dell’affluenza si era fermato al46,3%. Alla chiusura definitiva delle urne si consolidano i distacchi con il passato: a Venezia si è recato a votare appena il 42,12% degli elettori (nel 2020 l’affluenza era stata del 50,66%). Reggio Calabria ha raggiunto il 48,36% contro il 49,47% delle precedenti elezioni. Salerno è rimasta stabile sul dato parziale al 46,52% (rispetto al 46,45% precedente), per poi registrare un balzo finale sul dato complessivo della città.

Il caso Venezia: Venturini ribalta i sondaggi

La partita più attesa ed elettrizzante è senza dubbio quella della Laguna, dove si decide il successore diLuigi Brugnarodopo un decennio di amministrazione. La sfida sembrava polarizzata tra l’assessore uscenteSimone Venturini, volto del centrodestra unito che punta a blindare la continuità, e il senatore PDAndrea Martella, capace di compattare un “campo larghissimo” comprendente ancheMovimento 5 Stelle, Azione e Italia Viva sotto il cartello “La Stagione Buona”.

I primissimi exit poll del consorzioOpinioper la Rai hanno fotografato una clamorosa sorpresa rispetto alla vigilia:Venturinisi è da subito dimostrato nettamente avanti preannunciando una vittoria al primo turno. Ad ora, con 23 sezioni scrutinate su 256, il candidato risulta in testa alla sfida elettorale con il59,43%mentre Martella è al 33,11%.

Il dato ancora più sorprendente è stato che alla vigilia gli ultimi sondaggi riservati assegnavano a Martella un margine di vantaggio di circa 6-7 punti, lo stesso che i primi exit poll hanno attribuito al candidato del centrodestra. Commentando a caldo i risultati,Raffaele Speranzon, senatore veneziano e segretario regionale per il Veneto di Fratelli d’Italia, ha parlato di “risultato non preventivabile” e di “scelta vincente” da parte dell’elettorato perché “è un candidato che conosce benissimo la città e i problemi della gente”. Poi, ha confessato:”Mi ha chiamato Meloni, dicendomi che se vinciamo Venezia al primo turno, è unmiracolo nazionale.

Salerno: De Luca verso il quinto mandato

A Salerno si è giocata una partita unica nel suo genere. A conquistare la poltrona di sindaco un veterano: il settantasettenneVincenzo De Luca. L’ex governatore della regione Campania ed ex sindaco ha rispolverato il suo storico schema civico guidato daProgressisti per Salerno, correndo senza il simbolo ufficiale del Partito Democratico ma forte del supporto di ben 7 liste civiche.

A contendergli la guida della città c’erano l’avvocatoGherardo Maria Marenghiper il centrodestra unito eFranco Massimo Lanocitaper il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra.

La vittoria è stata chiara già dai primissimi exit poll Opinio/Rai.De Luca viaggiava spedito verso il suo quinto mandato da sindacocon il56-60%dei voti, che gli avrebbe permesso di archiviare la pratica già al primo turno senza lo spauracchio del ballottaggio.

I test di Battipaglia, Reggio Calabria e la sorpresa Arezzo

Il voto locale offre altri spunti di forte interesse nazionale: adArezzosi registra l’altro dato inatteso. Nonostante la città sia storicamente considerata una roccaforte del centrodestra, gli exit poll Rai mostrano in vantaggio il candidato del centrodestraComanducci.

Battipagliarappresenta un vero banco di prova per l’area progressista, essendo l’unico comune in cui si è schierato l’intero centrosinistra, inclusa Italia Viva diMatteo Renzi.

AReggio Calabriail centrodestra abbraccia invece una vittoria schiacciante al primo turno con il candidatoFrancesco Cannizzaro.Infatti la prima proiezioneOpinio Railo pone in testa con il 69,1%, seguito da Domenico Donato Battaglia, candidato del centrosinistra, con il 21,7%. La presidente dei senatori di Forza Italia,Stefania Craxi,ha già avanzato le sue più sincere congratulazioni e ha sottolineato come la vittoria di Cannizzaro sia la dimostrazione della “capacità di Forza Italia di proporre agli elettori candidati autorevoli e programmi seri e concreti ma, altresì, di essere forza aggregante“.

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