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Elezioni Bulgaria, Meloni si congratula con Radev per la vittoria, ma Bruxelles esprime prudenza

Il nuovo capo del governo di Sofia ha vinto le elezioni raccogliendo il 44% dei voti. Per le istituzioni europee il timore è che Radev, euroscettico e filorusso, rafforzi il fronte di paesi critici verso le politiche dell'Unione

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Le mie più vive congratulazioni a Rumen Radev per il successo elettorale. I rapporti tra le nostre
nazioni sono profondi, figli di un legame storico, economico e culturale che si è consolidato nel tempo
“. Con un messaggio sui social, il presidente del ConsiglioGiorgia Melonisi complimenta con il nuovo capo del governo di Sofia,Rumen Radev, che ha vinto le elezioni raccogliendo il 44% dei voti.

Sono certa che sapremorafforzare ulteriormente il partenariato tra Italia e Bulgaria– continua il premier –sia sul piano bilaterale che nel più ampio contesto delle sfide che ci attendono in Europa e nello scenario internazionale. Buon lavoro.

Dopo la sconfitta diOrbán, Radev è la nuova voce critica all’interno del Consiglio europeo

Se dopo leelezioni in Ungheria, la diplomazia europea aveva tirato un sospiro di sollievo, i risultati elettorali della Bulgaria rimescolano decisamente le carte in tavola.Radev,euroscettico e filorusso, ha infatti conquistato la maggioranza assoluta nel suo Paese. Ora avrà voce in capitolo all’interno di un Consiglio europeo in cui non è più presente il sovranista unghereseViktor Orbán, per il quale il premier in pectore di Sofia ha più volte espressoammirazionee che, prima della vittoria diPéter Magyar, era il principalealleato del Cremlinoall’interno dell’Unione Europea.

Insomma, ora potrebbe essere Radev la voce “critica” di Bruxelles,l’ago della bilancia per l’unanimità necessaria per far passare il prestito per l’Ucraina e il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, rimaste bloccate dal veto di Budapest. Il rischio è che con il nuovo capo del governo bulgaro si rafforzi quel fronte che comprende anche il cecoRobert Ficoe lo stesso Magyar (che rappresenta comunque la destra ndr),fortemente critico verso alcune politiche europee. Preoccupa soprattutto la vicinanza di Radev alla Russia e il suo volere un riavvicinamento tra il Vecchio Continente e Putin.

Da Bruxelles l’atteggiamento è di prudenza

Per capire che aria tira a Bruxelles, basta notare come i primi commenti alle elezioni bulgare siano arrivati soloall’ora di pranzo. A rompere il silenzio è statoAntónio Costa, presidente del Consiglio europeo, che in un tweet ha raccontato di aver sentito Radev per telefono, esortandolo a “lavorare sulla nostra agenda comuneper un’Europa prospera, indipendente e sicura“. Appena 30 minuti dopo è arrivato il laconico post del presidente della Commissione europeaUrsula von der Leyen: “La Bulgaria è un membro orgoglioso della famiglia europea esvolge un ruolo importante nell’affrontare le nostre sfide comuni. Non vedo l’ora di lavorare insieme, per la prosperità e la sicurezza della Bulgaria e dell’Europa“.

Simile il messaggio del segretario generale della Nato,Mark Rutte, che riferisce di una telefonata con il neo premier, chiosando: “Confido in unacooperazione continuaper affrontare le sfide comuni in materia di sicurezza“. Parole di apertura e collaborazione, certo, ma sempre con tono misurato eatteggiamento estremamente prudente. Le istituzioni, insomma,aspettano Radev al varcoper vedere come si comporterà sui dossier chiave come Ucraina, sanzioni alla Russia e sicurezza Ue.

Dal Cremlino: “La Russia è sempre disponibile al dialogo”

Non potevano chiaramente mancare messaggi dalla Russia, conil Cremlino che ha fatto sapere di accoglie con favore la volontà di Radev di “dialogare” con la Federazione, pur riconoscendo come sia troppo presto per trarre conclusioni su un eventuale cambiamento di atteggiamento dell’Europa nei confronti di Mosca.

Ci colpiscono positivamente le parole di Radev, che ha vinto le elezioni, e di altri politici europei sulla loro disponibilità a risolvere i problemi attraverso un dialogo pragmatico con la Russia“, ha affermato Dmitrij Peskov, portavoce del presidente russoVladimir Putin, evidenziando che “Mosca non si è mai chiusa al dialogo, ma il più delle volte questo non viene ricambiato in Europa“.

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