Antichi Telai 1894

Educazione sessuo-affettiva, Valditara sferza le opposizioni: “Sfruttate i femminicidi”. E’ bagarre alla Camera

5 Min di lettura

E’ tutto falso. Per il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ciò che sarebbe stato detto in Aula della Camera sul provvedimento sull’educazione sessuale, “è falso“. Il titolare di viale di Trastevere interviene con polso fermo e scandisce parole che vogliono mettere i puntini sulle i contro le dichiarazioni delle opposizione che si sono espresse dicendo come “con questo disegno di legge impediremmo l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, di informare i nostri giovani sui rischi di malattia sessualmente trasmesse, di conoscere l’evoluzione puberale ai nostri giovani“.

Parole che non sono passate in sordina, scatenando piuttosto le proteste dell’opposizione, con bagarre scoppiata in Aula specialmente dopo che Valditara ha affondato dicendo che il delicato tema dei femminicidi sarebbe stato sfruttato, dicendosi difatti indignato che “abbiate detto che questa legge impedisca la lotta contro i femminicidi e la violenza di genere“.

A suon di “vergognatevi“, il ministro dell’Istruzione sente l’obbligo di fare delle precisazioni intervenendo nel dibattito sul ddl in materia di educazione sessuale e affettiva nelle scuole e consenso informato dopo il dietrofront della Lega che ha presentato un emendamento secondo cui per il sì alle medie sarebbe necessario il via libera dei genitori degli alunni.

“Non avete letto attentamente o avete letto con attenzione ma avete riportato in maniera erronea l’articolo 1 comma 4 che dice: ‘Fermo restando le indicazioni nazionali dei programmi scolastici’ “, solleva Valditara puntualizzando che “per capire se si insegna educazione sessuale a scuola e che cosa si insegnerà dobbiamo andare a guardare le indicazioni nazionali: educare alle differenze sessuale e fra i sessi, alla conoscenza degli apparati sessuali, delle funzioni riproduttive che sono per eccellenza la sessualità“.

Insomma, per il ministro “chi ha detto che noi neghiamo questo ha detto una colossale balla e preso in giro i cittadini italiani. Sono indignato“, elencando molte delle misure contenute nel testo e ricordando che il governo “per la prima volta ha previsto come obiettivi di apprendimento l’educare alle relazioni corrette, in particolare al rispetto verso la donna“, “l’educazione all’empatia relazionale ed affettiva” e “al contrasto della violenza di genere, qualsiasi violenza di genere“.

Il ministro Valditara si riferisce al rilancio del Pd: “Bisognerebbe preoccuparsi della mattanza delle donne”. Parole scandite dalla deputata Silvia Roggiani che si è concessa una stoccata non indifferente dopo aver ricordato Gino Cecchettin che chiede di rimettere al centro l’educazione sessuale e affettiva dei ragazzi: “La destra continua a essere ossessionata dalle teorie gender, che nulla hanno a che vedere con le linee guida internazionali che abbiamo chiesto di sostenere questo emendamento“.

Nel dettaglio le infuocate critiche delle opposizioni sono state lanciate anche dal M5s per voce di Chiara Appendino che ha puntato il dito contro “il bavaglio” e sferzato: “Temete il sesso”.

L’intervento di Appendino prosegue quindi sottolineando che l’educazione sessuale non è pericolosa, “lo è molto l’ignoranza è questo provvedimento. Se qualcuno qui, e penso ci sia, ha paura del sesso, provi ad affrontarla e non la trasmetta ai nostri ragazzi, perché il sesso è naturale, lo facciamo tutti. Io lo faccio, lo dico qui – prosegue la deputata pentastellata – so che arriveranno risatine e insulti, ma questo è il motivo per cui l’educazione sessuale serve in questo Paese“.

A replicare è stato il deputato di FdI, Salvatore Caiata: “Semplicemente si sta chiedendo che i genitori diano un consenso affinché i propri figli partecipino a queste attività“. E poi la replica diretta: “Vede cara collega che ci ha definiti malati: malati sì, ma di democrazia e libertà. Ma almeno qualcosa che ci accomuna c’è: il sesso lo facciamo tutti, non solo da quella parte“.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail: proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.