Cade il divieto di introdurre l’educazione sessuale nelle scuole medie. Lo prevede un emendamento della Lega al disegno di legge sulle “Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico”, depositato alla Camera dei deputati.
Si abbassa dunque l’età in cui i ragazzi potranno essere educati alla sessualità, un tema che, fortunatamente, non è più considerato un tabù.
La modifica, definita un correttivo rispetto al testo approvato in commissione, equipara le scuole secondarie di primo grado (le medie) a quelle di secondo grado (le superiori). L’avvio di attività legate all’educazione sessuale sarà possibile solo con il consenso informato dei genitori, che dovranno essere messi al corrente in anticipo sui temi trattati e sul materiale didattico utilizzato.
Leggi Anche
Resta invece il divieto assoluto per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, dove non sarà consentito introdurre moduli o lezioni dedicate alla sessualità.
La discussione del disegno di legge è iniziata questa mattina nell’Aula di Montecitorio e si inserisce nel più ampio dibattito politico e culturale sul ruolo dell’educazione affettiva e sessuale nel percorso formativo dei giovani.
Il precedente: il dibattito del 20 ottobre
Gia l’approvazione in commissione ad ottobre della stessa proposta di legge aveva suscitato forti proteste: l’emendamento in quel caso prevedeva che le attività di educazione sessuale fossero escluse anche alle scuole medie, con il consenso delle famiglie considerato condizione fondamentale.
In quell’occasione, l’assessora alla Scuola del Comune di Roma, Claudia Pratelli, definì quel testo “ideologico e profondamente sessuofobico”. Dal canto suo, la Save the Children Italia ETS aveva criticato l’emendamento approvato, evidenziando come l’educazione all’affettività e alla sessualità sia “fondamentale” e dovesse essere introdotta precocemente, in linea anche con gli standard della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Quali novità introduce l’emendamento ?
Le scuole medie non sono più escluse a priori, ma a condizione che i genitori diano il proprio consenso; le attività restano vietate alle scuole dell’infanzia e primarie; è previsto che i genitori siano informati preventivamente sui temi trattati e sul materiale didattico utilizzato. Il testo mantiene comunque l’obbligo di uniformità con le “indicazioni nazionali” per l’istruzione.
Reazioni e prossimi passaggi
Le modifiche introdotte dalla Lega sono state accolte da alcuni come un segnale di maggiore apertura rispetto alla versione iniziale del disegno di legge, ma restano oggetto di dibattito intenso. Le organizzazioni che promuovono l’educazione sessuale nelle scuole ( come Save the Children) continuano a chiedere che i percorsi siano obbligatori, inclusivi e avviati in età più giovani, per prevenire stereotipi e comportamenti a rischio.
Nei prossimi giorni l’Aula della Camera proseguirà la discussione del disegno di legge: al centro resteranno le condizioni delle attività, i criteri per l’informazione alle famiglie e il ruolo delle istituzioni scolastiche nel mediare tra diritti educativi e consenso genitoriale.
© Riproduzione riservata

