Il Senato ha dato il via libera al decreto legge sullo Sport. Un passo in avanti chenon contemplaperò il discussissimoarticolo 9-quater, ovvero quello riguardante l’inserimento della società Sport e Salute nella gestione dei grandi eventi sportivi. Una decisione presa per evitare fratture con il Quirinale, che aveva già avvertito informalmente il governo su tale emendamento.
Ildecreto legge Sport, fortemente voluto dal ministroAndrea Abodi, ha rischiato di divenire lo scandalo di questo agosto rovente a livello politico. Un provvedimento minore per il governo Meloni, che però avrebbe potuto assumere una rilevanza fondamentale neirapporti tra il governo e il Quirinale(Ne abbiamo parlato qui). La Presidenza della Repubblica ha infatti espresso una serie di dubbi sul testo, in particolare sull’articolo 11 e l’articolo 9.
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Il primo riguarda l’introduzione di unacommissione indipendente per il controllo contabile delle federazioni sportive. La maggioranza aveva previsto una corsia preferenziale finalizzata all’assunzione a tempo indeterminato di personale messo a disposizione dalle federazioni. Secondo il Colle, però, tale disposizione potrebbeviolare il principio costituzionalesecondo cui l’accesso alla pubblica amministrazione avviene secondo concorso.
Inoltre, sempre in via informare, il Quirinale aveva fatto sapere che la norma, che attribuisce al giudice ordinario e non al Tar le competenze sulle controversie relative all’obbligo per federazioni e società di versare i contributi annuali alla Commissione, non ha urgenza tale da essere inserita in un decreto legge. La questione più spinosa, in realtà, riguardava l’articolo 9-quaterche stabiliva come la societàSport e Saluteabbia il compito di supervisionare, organizzare e amministrare gli eventi sportivi finanziati con più di 5 milioni di euro.
Nel caso in cui la Presidenza della Repubblica non avesse ritenuto adatto il provvedimento, avrebbe potuto decidere di non controfirmarlo e di rinviarlo alle Camere per una seconda valutazione.Una frattura profonda nei rapporti tra governo e Quirinale, che avrebbe potuto dare un duro scossone all’esecutivo Meloni. Oggi, quindi, il dl Sport è tornato in commissione Cultura per eventuali modifiche. Il ministro dello Sport,Andrea Abodi, aveva però dichiarato di non nutrire alcun dubbio sulla controfirma del Colle: “Se andiamo avanti evidentemente non c’è questo pericolo“.
Dl Sport, come si è giunti alla decisione
Il provvedimento è ora atteso alla Cameraper la terza lettura che dovrebbe iniziare alle 20, in concomitanza con la discussione generale. Dopo le interlocuzioni che si sono svolte oggi tra gli alti vertici istituzionali, in serata è stato possibile sciogliere l’intricato nodo del decreto legge sullo sport.
Il governo e la maggioranza, comunque, sembrano interessati aripresentare la norma sulla societàSport e Salutein un altro provvedimento, forse in un disegno di legge. Sembra comunque scongiurata per il momento l’eventualità di un rinvio alle Camere da parte del Colle. Il decreto deve essere convertito in legge entro fine agosto.
Le opposizioni hanno apprezzato il passo indietro della maggioranza, che ha evitato uno strappo con il quirinale. “Ha prevalso il buonsenso e il lavoro parlamentare“, ha infatti dichiaratoDaniela Sbrollinidi Italia Viva, mentre il democraticoFrancesco Verducciha sottolineato come la scelta del governo abbia “evitato un cortocircuito istituzionale“, senza però saltare quella che ha definito una “mortificazione della dialettica parlamentare“.
Dl Sport, Ciriani: “Faremo modifiche al testo”
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento,Luca Ciriani, aveva annunciato che in Aulasi sarebbe proceduto con alcune modifiche al testo, senza però chiarire la loro natura. Il capogruppo di FI al Senato,Maurizio Gasparri, aveva invece spiegato che saranno stati presentati emendamenti al relatore. Una fonte parlamentare aveva invece sostenuto che quanto avverrà oggiriguarderà solamente l’articolo 11 del decreto.
Secondo tali dichiarazioni, poi smentite dall’azione del Parlamento,non vi sarebbero dovute essere modifiche all’articolo 9-quater, ovvero quello che rischia di creare maggiori problemi con il Parlamento. Un certo timore, riguardava anche il passaggio sullafigura del commissario per gli stadi in vista degli Europei del 2032. Secondo alcune fonti interne al Quirinale, la Presidenza della Repubblica sarebbe disposta a chiudere un occhio su questo passaggio. Nel governo, però, inizia a insinuarsi l’insicurezza che l’addizionarsi di tutti questi fattori possa spingere il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a cedere ad una scelta estrema.
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