Nessun emendamento, nulla cambia, almeno per ora. Mentre il conto alla rovescia finirà a mezzanotte del 25 aprile e ildecreto Sicurezza non potrà essere trasformato in legge, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio,Alfredo Mantovano, sale al Colle per correre ai ripari dopo che il capo dello StatoSergio Mattarellalancia l’altolà, mostrandosi estremante contrario per le norme sui rimpatri. “Così non va“, avrebbe infatti detto al suo interlocutore secondo quanto si racconta in ambienti parlamentari.
Sotto i riflettori c’è la norma che prevede unrimborso di 615 euro all’avvocato all’esito del “rimpatrio volontario” del migrante. Quindi un incentivo a tutti i legali che seguono una pratica di rimpatrio volontario, contestato da avvocatura, Anm e opposizioni. E da giorni il faro del Quirinale è accesso su questa misura e la sola ipotesi che Mattarella possa non controfirmare il provvedimento in assenza di modifiche sostanziali manda in agitazione il governo.
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La maggioranza infatti prima fa sapere di voler presentare unemendamento in commissione per modificare la norma contestata(una cosa data per fatta fino alla tarda serata), ma nelle triangolazioni tra Parlamento, Palazzo Chigi e Quirinale, fino alla fine erano rimaste sul tappeto anche altre possibilità come al leva dei decreti attuativi edun nuovo decreto che si limiti ad abrogare il punto contestato. Ed è proprio quest’ultima possibilità che, in nottata, ha preso quota e per il quale c’è già l’impegno del capo dello Stato ad approvarlo nel prossimo cdm.
Anche perché per la modifica stata necessaria infatti la terza lettura in Senato, dopo il lascia passe di Montecitorio, per farlo diventare legge. E al nuovo emendamento, ha riflettuto l’esecutivo, l’opposizione avrebbepresentato subemendamenti che avrebbero potuto portare in decadenza il provvedimento. Perché i tempi sono più che stretti e il rischio di non farcela sarebbe stato decisamente alto.
Insomma, prende forma il secondo round in Aula dopo la fine travagliata dei lavori in commissione e l’arrivo del decreto sicurezza nell’Emiciclo per il voto finale, così come è uscito da Palazzo Madama.Alle opposizioni spetterà quindi fino alla tarda mattinata di venerdì per discuterlo prima della votazione finale.
In attesa che il governo sblocchi a questo punto la situazione con una misura insomma che smonti la misura sul ruolo degli avvocati, per non lasciare inascoltate le osservazioni del Colle sui dubbi di costituzionalità, nonché le proteste del Consiglio nazionale forense che respinge il ruolo di “pagatore” e le critiche dell’Organismo congressuale forense,Pd, M5s, Avs e Italia Viva continuano a chiedere nell’Aula della Camera che il governo chiarisca come risolvere le problematiche.
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