E’ bastato un libro per far tornareLuigi Di Maiosulla scena della politica italiana. Un libro firmato da un autore non del tutto indifferente all’attuale rappresentante speciale dell’Ue nel Golfo: il leader del M5S,Giuseppe Conte. E’ scontro aperto, anzi riaperto, tra l’ex premier e il suo allora fidato ministro, dopo l’uscita del suo libro “Una nuova primavera, la mia storia, i nostri valori, la sfida progressista dell’Italia“.
Giggino replica duramente via social, con una storia su Instagram, accusando l’avvocato di Volturara Appula di aver diffusoretroscena “completamente falsi” sul suo conto.Al centro della polemica, ilruolo che Di Maio avrebbe avuto nella rielezione del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il rapporto con Mario Draghi.Due elementi che l’ex capo politico del M5s rivendica con orgoglio, respingendo però le ricostruzioni contenute nel libro.
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Ma oltre all’interpretazione dei fatti, secondo Di Maio, il leader pentastellato sarebbe anche caduto in una “pessima caduta di stile”, perché uno dei protagonisti citati, il sociologoDomenico De Masi, non è più in vita e non può controbattere.
Il ruolo del “campo largo” secondo Di Maio
Nella sua dura replica, l’ex Ministro degli Esteri allarga il discorso al piano politico. Accusa Conte dicostruire nel libro una narrazione vittimistica,indicando come “congiurati” figure quali il leader di Italia Viva,Matteo Renzi e il deputato dem Lorenzo Guerini,colpevoli di aver sostenuto il governo Draghi e la rielezione di Mattarella.
Il punto, però, è che quegli stessi esponenti oggi fanno parte dell’area di alleanze del cosiddetto “campo largo”, con cui il Movimento 5 Stelle governa territori e punta a future maggioranze. Al riguardo Di Maio rivendica di essere stato tra i primi a sostenere l’apertura ad alleanze, sottolineando una differenza:Conte, nel libro, si presenta come vittima di quegli stessi attori con cui oggi collabora politicamente. Ma le critiche contiane raggiungono ancheEnrico Lettaper la gestione della crisi di governo del 2022, definita un passaggio che portò alla scelta “sciagurata” di presentarsi divisi alle elezioni.
I retroscena nel libro di Conte
Insomma, Conte tra i passaggi chiave riporta anche ilrapporto complicato tra il Movimento 5 Stelle e Mario Draghi quando era al governo.Tensione che Conte ha declinato in un errore politico diBeppe Grillodi aver cercato unrapporto personale conl’allora presidente del Consiglio, indebolendo così la rappresentanza del Movimento. Giuseppe Conte, inoltre, racconta anche di presunte pressioni dell’ex premier per isolarlo e favorire Di Maio, episodio che avrebbe incrinato definitivamente i rapporti interni.
Sul fronte internazionale, invece, il libro affronta anche retroscena “inediti”. Tra questi, un aneddoto riguardo un vertice NATO a Londra nel 2019, durante il quale, Conte sostiene di aver ricevuto daDonald Trump il suggerimento di intervenire militarmente in Libiaper sfruttarne le risorse petrolifere.
E non mancano neanche riferimenti agli equilibri europei: dal negoziato sulRecovery Fund nel 2020fino alle trattative con l’allora presidente della Commissione europeaJean-Claude Juncker e l’ex presidente della Lettonia, attuale commissario Ue per l’Economia Valdis Dombrovskis, per evitare una procedura d’infrazione contro l’Italia.
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