La giunta per le autorizzazioni dellaCamera ha deciso con un voto a maggioranza di non fare ulteriori istruttorie sul caso Delmastro, dopo la lettera inviata dal procuratore di Roma Lo Voi. Così viene confermato il no alla richiesta di autorizzazione al sequestro delle chat tra l’ex sottosegretario alla Giustizia di Fdi e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese.
Domani pomeriggio alle 16,30 si esprimerà l’aula. Nel frattempo, il presidente della Giunta per le Autorizzazioni Devis Dori ha deciso di non mettere ai voti il fatto di rendere consultabili quelle chat“per non creare un precedente pericoloso“. Dori aveva deciso la scorsa settimana di far consultare le chat inviate dalla procura di Roma ai membri della Giunta, decisione bloccata dal presidente della Camera Lorenzo Fontana.
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Delmastro- Caroccia: le polemiche prima del voto
Floride polemiche spalancano le porte all’Aula di Montecitorio sulcaso Delmastro. All’indomani della decisione della giunta per il Regolamento di demandare alla planaria della giunta per le Autorizzazioni la scelta sull’accessibilità dei membri della stessa giunta alle chat inviate dalla Procura di Roma, le voci che si alzano gridano allasovversione di una prassi consolidata costituendo“una pagina nera nella storia del Parlamento italiano e nei rapporti istituzionali tra maggioranza e opposizione“.
Un grido quello del deputato dem Federico Fornaro che descrive quanto percepito, ovvero che sarebbe venuto meno “il principio di diritto che occorre conoscere per deliberare“. In sostanza, al centro delle contestazioni del centrosinistra ci sarebbe il fatto che a decidere sulle sorti delle chat sarà la giunta per le Autorizzazioni a maggioranza, maggioranza però numericamente detenuta dal centrodestra. Da Avs, gli fa eco il collega Marco Grimaldi che tuona: “Siamo di fronte ad una grande violazione delle nostre prerogative“, tanto da insinuare che il centrodestra abbia qualcosa da nascondere.
Il M5s, invece, per voce di Valentina D’Orso, parla di “morte della giunta per le autorizzazioni“, e che “la cosa più sconvolgente è il motivo per cui è stato piegato il regolamento della Camera e calpestato: la maggioranza e FdI ha bisogno di scudare una persona, ex sottosegretario alla Giustizia che si metteva in società con una ragazza appena diciottenne figlia di Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese“.
Il nulla di fatto di ieri in giunta per il regolamento della Camera chiamata a decidere sulla possibilità di accedere per i componenti della giunta per le autorizzazioni alle chat di Delmastro inviate dalla procura e contenute in un cd sotto chiave,vede il nodo rinviato con un voto che finisce 7 a 6 a favore della maggioranzacon l’esponente di Azione, Antonio D’Alessio, che lascia la riunione prima del voto finale.
E mentre si inseguono le polemiche, resta l’incognita dell’Aula. Una parte del centrodestra, in particolare il partito di Giorgia Meloni, spinge per il voto giàper giovedì 6 agosto, e un’altra parte vorrebbe far slittare tutto a settembre segnalando il “rischio numeri”poco prima della pausa estiva. Insomma, una possibile buccia di banana per il centrodestra nell’iter parlamentare che si sommerebbe alle insidie di un possibile voto segreto. Intanto, il M5s porta la protesta nell’Emiciclo, trasportando simbolicamente una piccola cassaforte nell’emiciclo di Montecitorio ed esponendo due lunghi striscioni con su scritto “Fuori le chat!” e “Aprite la cassaforte!“.
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