Il caso che vede coinvolto l’ex sottosegretario alla Giustizia,Andrea Delmastro Delle Vedove,prende oggi una nuova piega. Lo scorso maggio laProcura di Romaaveva chiesto l’acquisizione di tutte le conversazioni tra avute tra il parlamentare di Fratelli D’Italia e il prestanome del clan dei Senese, Mauro Caroccia. Ora, la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera pronuncia il suo verdetto:la richiesta è stata negata.
Fonti parlamentari riportano che ilMovimento 5 stelle al Senatoha occupato i banchi del governo dopo la decisione della Giunta e i senatori pentastellati hanno esposto in aula i cartelloni “Fuori le chat“. Dinanzi a questi gesti, la presidente di turno,Mariolina Castellone, ha sospeso la seduta.
Leggi Anche
Il prossimo passaggio è trasferire la pratica all‘Aula di Montecitorioche emetterà il verdetto definitivo.
Le indagini della Procura
Le chat con le conversazioni che la Procura capitolina chiedeva di acquisire erano contenute neltelefono di Caroccia, già posto sotto sequestro e attualmente all’esame del Nucleo investigativo dell’Arma dei Carabinieri. Le indagini si concentrano sul riciclaggio di denaro del clan Senese ma per poter utilizzare i contenuti che coinvolgono Delmastro, attualmentenon è indagato, i giudici avevano bisogno dell’autorizzazione a procedere da parte della Camera.
L’articolo 68 della Costituzioneprevede infatti che la corrispondenza dei parlamentari sia sottoposta adimmunitàe che il suo sequestro possa avvenire solo se il ramo del Parlamento a cui il rappresentate del popolo appartiene lo concede.
I rapporti tra Caroccia e Delmastro
Tuttavia la Direzione distrettuale antimafia è arrivata all’ex sottosegretario monitorando imovimenti societari di Caroccia. Secondo la tesi sostenuta dalla Procura, il ristoratore avrebbe continuato a favorire il riciclaggio del clan Senese con “Bisteccheria d’Italia”, il ristorante che Delmastro aveva aperto in società con il prestanome e di cui era socio al 25%.
L’amministratrice del ristorante risultava essere Miriam Caroccia, la figlia dell’imprenditore romano. I due Caroccia, padre e figlia, entrambi indagati con l’accusa diriciclaggio e intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa, negli interrogatori hanno descritto Delmastro come “unbenefattore” mentre l’ex sottosegretario ha ammesso di aver compiuto “una imperdonabile leggerezza“ e ha precisato che, all’inizio della sua avventura imprenditoriale,non era a conoscenza dei precedenti penali di Caroccia.
© Riproduzione riservata












