Decreto Sicurezza, il nodo delle armi da taglio: è polemica sui coltelli vietati fuori casa

Il governo pronto a introdurre deroghe per lavoro e attività lecite, mentre il decreto sicurezza affronta una settimana decisiva in Senato

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Settimana cruciale per ildecreto Sicurezza, uno dei provvedimenti più delicati dell’agenda del governo, attualmente all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato.I tempi sono stretti, la conversione in legge deve avvenire entro il 24 aprile, ma l’iter parlamentare è ancora in salita e rallentato da un intenso ostruzionismo delle opposizioni, che hanno presentato oltre mille emendamenti.

A Palazzo Madama si procede a ritmo serrato, con sedute previste mattina e sera per accelerare il raggiungimento del via libera.L’obiettivo della maggioranza è chiudere al più presto l’esame in commissione per portare il testo in aula e ottenere una prima luce verde.Ma il rischio, sempre più concreto, è che il decreto arrivi in Aula senza mandato al relatore, segno delle difficoltà nel trovare una sintesi in tempi utili.

Cosa fa discutere del Decreto sicurezza 

Al centro del confronto politico e tecnicoc’è soprattutto una norma destinata a far discutere: quella sul divieto di portare coltelli fuori dalla propria abitazione.L’articolo 1 del decreto prevede sanzioni pesanti per chiunque abbia con sé strumenti con lama pieghevole di almeno cinque centimetri, dotati di meccanismi di blocco, apertura automatica o utilizzabili con una sola mano. Il testo include anche coltelli a farfalla o oggetti camuffati con lama affilata.

Una formulazione ampia, pensata per contrastare la diffusione di armi da taglio, ma che ha finito per sollevare numerose critiche.Il rischio, segnalato da più parti, è quello di colpire indiscriminatamente anche chi utilizza questi strumenti per motivi legittimi.Pescatori, artigiani, lavoratori manuali o semplici appassionati di attività all’aria aperta potrebbero infatti trovarsi, di fatto, in violazione della legge.

Una correzione per tutelare determinate categorie di persone 

È proprio su questo punto che il governo sta lavorando a una correzione.L’intenzione è quella di introdurre deroghe esplicite, legate a contesti e giustificazioni riconosciute,per evitare che la norma produca effetti distorsivi o eccessivamente restrittivi. Una riformulazione che dovrebbe chiarire quando il possesso di tali strumenti è consentito, distinguendo tra uso legittimo e potenziale pericolo.

Tuttavia, il clima teso in commissione rende difficile intervenire subito sul testo. Non è escluso che l’emendamento correttivo venga presentato direttamente in Aula, nel tentativo di aggirare lo stallo attuale e velocizzare l’approvazione complessiva del decreto.La maggioranza difende l’impianto del provvedimento, ritenuto necessario per rafforzare il controllo sul territorio, mentre le opposizioni denunciano il rischio di norme troppo generiche e punitive.

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