Fratelli d’Italiatorna a spingere sull’ampliamento dell’utilizzo delleintercettazioninei procedimenti legati allacriminalità organizzata. Al Senato il gruppo ha infatti ripresentato, nell’ambito deldecreto Giustizia e migranti, l’emendamento sulle cosiddette “intercettazioni a strascico“, già depositato in commissione.
La proposta interviene sull’articolo 270 del Codice di procedura penalee punta a estendere il ricorso alleconversazioni telefonicheper consentire l’apertura di indagini su reati spiariconducibili alla mafia. L’iniziativa recepisce anche le indicazioni formulate dal procuratore nazionale antimafiaGiovanni Melillo.
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Il decreto è atteso in Aula e dovrà essere approvato dal Senato entrogiovedìper consentirne la conversione definitiva in legge entro l’11 agosto.
Forza Italia: “Le garanzie costituzionali vanno tutelate”
Sull’emendamento resta però la distanza all’interno della maggioranza.Forza Italiamantiene una linea improntata allaprudenzae continua a esprimere perplessità sull’estensione delle intercettazioni nei termini proposti da Fratelli d’Italia.
Il deputatoGiorgio Mulèha ribadito che, pur riconoscendo la legittimità delle osservazioni provenienti dalla magistratura, spetta esclusivamente al Parlamento stabilire il contenuto delle leggi, sottolineando la necessità di salvaguardare le garanzie costituzionali.
Oltre 500 emendamenti complicano il percorso
A rendere più complesso l’iter del provvedimento contribuiscono anche gli oltre500 emendamentipresentati dalle opposizioni. L’elevato numero di modifiche rendeimprobabileun’approvazione rapida del decreto e allontana, almeno per il momento, l’ipotesi di un voto di fiducia da parte del governo.
La settimana parlamentare si preannuncia quindidecisiva, non solo per il destino del decreto Giustizia e migranti ma anche per verificare la tenuta della maggioranza su uno dei temi piùdelicatidel confronto politico.
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