Decreto fiscale, il governo pone la fiducia e le opposizioni insorgono: “Incapaci di affrontare la crisi sociale”

Durante l'esame in Senato per convertire il provvedimento in legge sono stati presentati oltre 400 emendami, l'esame dei quali è terminato ieri. Tra quelli approvati c’è la proposta della Lega che estende anche alla rottamazione quinques delle cartelle esattoriali i 5 giorni di tolleranza sul ritardato pagamento delle rate, mentre non è passata la misura sul divieto di telemarketing aggressivo esteso agli operatori delle telecomunicazioni. Le opposizioni accusano il governo di rincorrere emergenze senza avere una vera e propria strategia economica

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Il governo ha deciso di porre laquestione di fiducia sul Decreto fiscale. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il ParlamentoLuca Ciriani. Il provvedimento è attualmente in prima lettura a Palazzo Madama e dovrà essereconvertito in legge entro il 26 maggio.

Decreto fiscale, Furlan: “Governo non ha strategia economica e fiscale”

La notizia ha sollevato un’ondata di critiche dall’opposizione. La prima a parlare in Aula è stata la senatrice di Italia VivaAnnamaria Furlan, che ha denunciato l’assenza di una strategia economica e fiscale da parte del governo. Per lei, infatti, quest’ultimo continua arincorrere emergenzecon decreti confusi, pensando allalegge elettoraleinvece di affrontarela crisi sociale del Paese. “A pagare il prezzo più alto sono lavoratori dipendenti, pensionati e ceto medio, mentreil governo continua a favorire rendite e redditi finanziari”, ha tuonato Furlan.

La senatrice ha poi criticato il tentativo della maggioranza diridurre con un emendamento le sanzioni per i datori di lavoro che non versano o versano in ritardo i contributi previdenziali dei lavoratori. “È unmessaggio gravissimoquello che avete provato a mandare: i contributi non sono un dettaglio burocratico ma salario differito, pensioni e diritti”, ha affermato.

Cosa prevede il Decreto fiscale

Il Decreto fiscale era stato approvato lo scorso27 marzo, nel primo Consiglio dei ministri successivo allavittoria del “No” al referendum sulla Giustiziae dopo le dimissioni di Daniela Santanché, Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi. Tra le misure più importanti c’è il rinvio al primo luglio della tassa da due euro sui pacchi di piccolo valore in arrivo dai Paesi extra europei e uncredito d’imposta pari al 35% dell’importo richiesto per le aziende che hanno presentato comunicazioni per investimenti.

Durante l’esame in Senato per convertire il provvedimento in legge sono stati presentatioltre 400 emendami, l’esame dei quali è terminato ieri. Tra quelli approvati c’è la proposta della Lega che estende anche alla rottamazione quinques delle cartelle esattoriali i5 giorni di tolleranza sul ritardato pagamento delle rate.La medesima rottamazione è estesa anche alle Regioni e agli enti locali. Non è stato invece votato un emendamento che voleva allargare ildivieto di telemarketing aggressivo, già in vigore sui contratti di luce e gas, anche aglioperatori delle telecomunicazioni.

Decreto fiscale, Boccia: “Governo sta dalla parte degli evasori”

Venite qui ogni volta aumiliare il Parlamento, in questo caso percostruire meccanismi che peggiorano il fisco. Ho perso il conto delle fiducie, penso che abbiate battuto ogni record nella storia della Repubblica“. Lo ha detto il capogruppo del Pd al SenatoFrancesco Bocciaintervenendo in Aula a Palazzo Madama, sottolineando che, con l’approvazione del Decreto fiscalegli evasori fiscali si trovano ancora una volta accanto una parte politica che non è il centrosinistra.

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