Prosegue il confronto all’interno della maggioranza sulle risorse necessarie per finanziare ildecreto contro ilcaro carburanti,atteso nel pomeriggio in Consiglio dei ministri. Tra le ipotesi allo studio per reperire i fondi è emersa anche quella di un aumento del costo dei prodotti deltabacco, ma sul punto arriva lo stop del vicepremier e ministro delle InfrastruttureMatteo Salvini.
Lasciando Palazzo Chigi, il leader della Lega ha dichiarato all’ANSAdi non essere a conoscenza di un’eventuale misura in questa direzione. “Non mi risultache il governo farà ricorso alle accise sui tabacchi per finanziare il decreto e, comunque, sono contrario“, ha affermato Salvini.
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Nessuna indicazione sulle risorsecontro il caro carburanti
Il vicepremier non ha voluto sbilanciarsi nemmenosull’entitàdelle risorse che saranno destinate al provvedimento contro il caro carburanti. “Stanno lavorando gli altri ministri”, si è limitato a rispondere, lasciando intendere che il confronto sulle coperture economiche sia ancorain corsoall’interno dell’esecutivo.
Tra le ipotesi un nuovo aumento del prezzo delle sigarette
Secondo fonti parlamentari, tra le possibili soluzioni valutate dal governo figurerebbe anche unincremento delle accise sui tabacchi, che comporterebbe un aumento del prezzo delle sigarette e degli altri prodotti da fumo.
Lapropostasarebbe però ancora oggetto di riflessione nella maggioranza e non sarebbe stata ancora definita in modo definitivo. L’ipotesi si inserisce nel quadro dellemisure necessarie a reperire le risorseper sostenere il decreto destinato a contrastare gli effetti del caro carburanti.
Le accise già aumentate con l’ultima manovra
L’eventuale nuovo intervento si aggiungerebbe agli aumenti già previsti dallalegge di Bilancio,che ha introdotto un incremento progressivo delle accise sui prodotti del tabacco per il triennio 2026-2028.
Per il momento, tuttavia,resta aperto il confrontoall’interno del governo sulle modalità con cui finanziare il decreto. Le coperture definitive saranno definite nelle prossime ore, in vista dell’esame del provvedimento da parte del Consiglio dei ministri.
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