consorzio arcale

Ddl stupro, dalla Lega arriva la proposta del ‘consenso riconoscibile’: cosa cambia con la modifica

La senatrice della Lega, Giulia Bongiorno, che ha presentato la proposta di modifica ha sottolineato: "L'altro deve capire quali sono le tue intenzioni". La presenza o l'assenza del consenso, quindi, "si potrà dedurre dal contesto"

4 Min di lettura

In seguito al blocco del ddl stupro da parte della Lega, la relatriceGiulia Bongiornoha annunciato l’intenzione di proporre alcunemodificheal testo. Nelle dichiarazioni rilasciate alle agenzieAnsaeAdnkronos, ha spiegato di voler presentare una nuova formulazione che introduca il concetto di “consenso riconoscibile“. Questo implica la necessità che la disponibilità a un rapporto siaesplicitatae risulticomprensibilein base alcontesto.

In mancanza di tale consenso,scatterebbe il reato. Il testo precedentemente bocciato parlava invece di “consenso attuale e informato“. Bongiorno ha inoltre confermato che la proposta sarà discussa in aula il10 febbraio, auspicando il sostegno degli altri gruppi. Il ddl, già approvato all’unanimità dallaCamera, derivava da un accordo bipartisan promosso dalla presidente del ConsiglioGiorgia Melonie dalla leader del Partito Democratico,Elly Schlein, ma era stato bloccato lo scorso novembre al Senato su pressione della Lega.

Ddl stupro, Bongiorno e il "consenso riconoscibile"
Ddl stupro, Bongiorno e il “consenso riconoscibile”

Ddl stupro, la nuova proposta di Bongiorno: il concetto di “consenso riconoscibile”

Bongiorno, avvocato alla guida dellacommissione Giustizia del Senato, introduce il concetto di “riconoscibilità del consenso”, sottolineando come questa nuova formulazione possa risolvere lecriticitàlegate allavaghezzadel precedente ddl stupro. Secondo Bongiorno,il consenso deve essere comunicatoin modo tale che un’altra persona possapercepirlo chiaramente. L’obiettivo è evitare situazioni in cui possa emergere unpentimentosu atti compiuti consensualmente, ancorando dunque il consenso a una maggioretrasparenzaecomprensibilità.

La modifica riguarda l’articolo 609 bis del Codice penale, con l’ampliamento del reato diviolenza sessualea tutti i casi in cui il consenso sia assente, non limitandosi a situazioni diminacciaoviolenza fisica. Bongiorno chiarisce che, dal punto di vista giuridico,il consenso è già considerato dalla giurisprudenza, ma è necessario allineare il Codice penale con le sentenze, garantendomaggiore tutelaalle vittime e definendo meglio icontornidi tale principio.

Per la senatrice, il reato si configura quandonon è possibile identificareun consenso riconoscibile nelcontestoin cui si è verificato l’atto sessuale. Sarà compito del giudice valutare glieventi, irapporti precedentitra le persone coinvolte e ledinamiche specifichedella situazione per appurare la presenza o meno del consenso “ricavabile dal contesto”. La proposta mira inoltre a distinguere diverse fattispecie di violenza e le relative pene, prevedendo condanne più severe in caso dicostrizioneo minacce e specificandocriteri per i casi di minore gravità.

Bongiorno definisce il testo unpunto di partenzache spera possa ottenere la massima condivisione possibile. Nonostante l’ambizioso obiettivo, itempirestanostringenti: il disegno di legge sarà discusso in commissione nei prossimi giorni e dovrebbe arrivare in Aula il 10 febbraio.Anna Rossomando, rappresentante delPartito Democratico, sottolinea: “È importante mantenere i progressi già fatti sull’intesa riguardante lalotta alla violenza contro le donnee la promozione di una cultura che necontrasti le radici.” Dal canto suo,Forza Italiaribadisce la stima e il pieno supporto alla professionalità di Giulia Bongiorno, incoraggiandola a proseguire nel percorso intrapreso. È quanto affermato dal senatorePierantonio Zanettin.

© Riproduzione riservata

Condividi questo Articolo
Way Technological Systems

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail:proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.