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Ddl Roma Capitale, super poteri e più autonomia alla città: per Meloni “impegno mantenuto”

Un testo che prevede una modifica costituzionale per garantire un decentramento di poteri alla città di Roma. Più autonomia e podestà legislativa per rendere le decisioni più semplici e soprattutto veloci. Dopo l'ok del Cdm, il Ddl passa ora allo scrutinio del Parlamento. L'obiettivo di Gualtieri è portato al voto definitivo entro la fine della legislatura

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Romapotrebbe divenire presto unacittà più autonoma e più liberanelle sue scelte. Questo è il proposito che si è fissato il Presidente del Consiglio,Giorgia Meloni, di buon raccordo con il primo cittadino della Capitale,Roberto Gualtieri. Un primo passo in questo senso è stato compiuto oggi, grazie al via libera del Consiglio dei ministri al cosiddetto Ddl Roma Capitale, che si prefigge di modificare l’articolo 114 della Costituzione, permettendo a Roma di avere specifiche esenzioni dalla Legge dello Stato.

Attraverso due semplici articoli, quindi,si affidano a Roma Capitale poteri legislativi e autonomia finanziarie, in modo da rendere più semplici e soprattutto veloci i processi decisionali riguardanti la città. “Grazie a questa riforma potremofinalmenterestituire a Roma il valore che merita e che la storia le riconosce“, ha spiegato il premier in un video pubblicato a seguito dell’approvazione in Cdm.

Si tratta, secondo Meloni, di un impegno che è stato preso con il programma di governo presentato ai cittadini e che oggi è stato mantenuto. “Nessuno prima di noi aveva avuto il coraggio e la determinazione“, ha poi aggiunto dicendosi orgogliosa di quanto votato oggi. Particolarmente soddisfatto ancheRoberto Gualtieri, che ha definito il testo varato “una svolta“.

Ora ciò che conta è provare aportare il testo all’approvazione definitiva entro questa legislatura. Nella consapevolezza dei tempi piuttosto limitati, il primo cittadino ha comunque ricordato che se il testo è “condiviso“, allora è possibile che raggiunga “un’ampia maggioranza parlamentare” e quindi che possa essere approvato in tempi più brevi del solito.

Ddl Roma Capitale, cosa prevede

La modifica prevista dal Ddl riconosce i Comuni, le Province, le Città metropolitane, Roma Capitale e  le Regioni come enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione. La capitale d’Italia viene però insignita dellapodestà legislativa in alcuni ambiti per essa stessa essenziali.

Si tratta deltrasporto pubblico locale, della polizia amministrativa locale, delgoverno del territorio, della valorizzazione di beni culturali e ambientali. Non si tralascia nemmeno il turismo, l’edilizia residenziale pubblicae la stessaorganizzazione amministrativa della città. Una svolta a tuti gli effetti, come sottolineato da Roberto Gualtieri, che potrebbe permettere il raggiungimento di miglioramenti in tempi molti più brevi.

Inoltre, il Ddl permetterà a Roma diesercitare funzioni legislative a decorrere dalle prime elezionidell’Assemblea di Roma capitale successive all’entrata in vigore della presente legge costituzionale. Il sindaco ha comunque voluto chiarire alcuni aspetti ritenuti fondamentali al fine del funzionamento del decentramento dei poteri.

Questo infattipotrà essere funzionale solo senon andrà a scapito della città e dell’ente. “Dovrà essereadeguato, così come le risorse“, ha spiegato per poi aggiungere che ciò che conta realmente è l’equilibrio. Inoltre, Gualtieri ha specificato lanecessità della creazione di sedi formali di redazione per la legge ordinaria, una commissione paritetica trilaterale con Governo e Regione “perché non è possibile andare avanti a colpi di maggioranza“.

Le reazioni della politica italiana

La politica italiana si è divisa anche sul disegno di legge riguardante ildecentramento dei poteri a Roma. Tra chi, principalmente nel centrodestra, ne apprezza al rapidità e chi invece avrebbe preferito un intervento simile ma garantito da una legge ordinaria.

Il leader di Forza Italia,Antonio Tajani, ha voluto rivendicare il voto come “il compimento di unastorica battaglia di Silvio Berlusconie del suo partito“, seguito daMaurizio Gasparriche ha invece sottolineato il passaggio fondamentale che esso ha rappresentato. “Grazie a questo voto, Roma diventa una Capitale più autorevole, con autonomia, strumenti e poteri indispensabili“, ha dichiarato il senatore di FdiAndrea De Priamo, allineato al collega di partitoFrancesco Filini, che ha invece sostenuto che ora “Roma è finalmente capitale“.

Più dura invece la reazione diAlleanza Verdi e Sinistra, secondo cui se il governo avesse voluto intervenire concretamente sulla Capitale, allora avrebbe dovuto procedere tramite legge ordinaria. In questo modo sarebbero stati stabiliti poteri e finanziamenti per i lavori di miglioramento e risanamento per “raggiungere gli standard delle altre grandi capitali europee“.

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