L’educazione sessuo-affettivaa scuola si potrà fare ma con regole più stringenti e soprattutto con il consenso delle famiglie. IlSenatoha approvato in via definitiva il disegno di legge voluto dal ministro dell’Istruzione e del MeritoGiuseppe Valditara: il cosiddetto “Ddl consenso informato” è diventato legge con 78 voti favorevoli e 38 contrari.
La novità principale riguardascuole medie e superiori.Le attività dedicate all’educazione sessuale e affettiva potranno essere svolte soltanto dopo l’autorizzazione preventiva e scritta dei genitori. Permaterne ed elementarisi continuerà a fare riferimento aiprogrammi ministerialigià esistenti, in particolare allediscipline scientifiche e all’educazione civicasui temi del rispetto, dell’empatia e delle relazioni.
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Il Ddl consenso informato
I ragazzi che non avranno l’ok dei genitori dovranno astenersi e dedicarsi adattività formative alternativeincluse nelPtof. Per chi avrà il consenso preventivo dei genitori, l’autorizzazione dovrà arrivare7 giorni primadella lezione. Le famiglie dovranno essereavvertite in anticipoin merito al materiale didattico da adoperare, alle finalità, agli obiettivi e alle modalità di insegnamento.
Le attività dovranno inoltre essere coerenti con le finalità educative, l’età e la maturazione degli alunni. Qualora dovessero essere coinvoltienti esterni, associazioni o persone terze,saranno collegio docenti e Consiglio d’Istituto a valutarne titoli e competenze, oltre che idoneità all’insegnamento.
Scontro in aula e reazione delle opposizioni
L’approvazione ha acceso un duro scontro politico. Se il ministroValditaraha parlato di tutela dei bambini “dalla confusione della propaganda gender” e il relatore leghistaRoberto Martidi “un atto di buonsenso irrinunciabile” perché “spetta solo ai genitori l’ultima parola su temi così delicati“, dall’opposizione sono arrivati pareri diversi.
La senatrice del Pd,Simona Malpezzi, ha sottolineato che il provvedimento aumenta lasfiducia delle famiglienei confronti delle scuole. La pentastellataBarbara Floridiaha parlato di una “trasformazione regressiva, un manifesto dellapaura della libertà e della diversitàdi questo governo e di questa maggioranza“.Ivan Scalfarottodi Italia Viva ha invece definito la norma“antiscientifica e oscurantista“. Non da meno il commento diTito Magni: “Provvedimento incostituzionale e imposizione di controllo politico sulla scuola“.
Numeri spaventosi
Celeste Costantino, vicepresidente della Fondazione Una nessuna centomila, ha commentato il Ddl così: “Ora aumental’oscurantismoe a farne le spese saranno i ragazzi che sempre più cercano risposte sul web in assenza di unacorretta informazione“.
Il dibattito si inserisce in un contesto già segnato dai dati in crescita sulleinfezioni sessualmente trasmissibilitra i più giovani e dalle richieste, avanzate da associazioni ed esperti, diintrodurre un’educazione sessuo-affettiva obbligatoria nelle scuole. Una proposta che, almeno per il momento, resta lontana dall’agenda parlamentare.
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