Negli ultimi giorni laCommissione europea e ilQuirinalecondividono un’unica preoccupazione: seguire con attenzione gli sviluppi del nuovoDdl caccia, già approvato dal Senato ed ora all’esame della Camera, cheaumenta le specie abbattibili, amplia le aree dedicata all’attività venatoria e allunga i calendari della stagione. Tutti elementi che nei due attori destano non poche perplessità nella prospettiva che diventino legge dello Stato.
Ddl caccia, l’opposizione spera in un intervento di Mattarella
Per quanto riguarda il Colle, i deputati dell’opposizione diAvs e Pdsperano nellamoral suasiondel Presidente della RepubblicaSergio Mattarella, affinché in Parlamento si apra una riflessione sul provvedimento. Da parte sua, tuttavia, la maggioranza non ha alcuna intenzione di percorrere questa strada, conLega e FdIin prima fila per arrivare quanto prima ad unaapprovazione finaledel disegno di legge.
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Come riporta ilCorriere della Sera, dal Quirinale non sono arrivate conferme in merito a contatti con l’esecutivo per modificare il testo, ma è probabile che già domani, alla riapertura degli uffici della Presidenza della Repubblica (oggi a Roma è giorno festivo per la solennità dei santi Pietro e Paolo ndr) verrà ripreso l’esame degli articoli eMattarella analizzerà con attenzione il Ddlin cerca di eventuali profili diincostituzionalità e di non aderenza alle direttive comunitarie.
Ddl caccia, la Commissione europea a dicembre aveva già segnalato all’Italia i problemi del testo
A tal proposito, fonti parlamentari riferiscono che il governo avrebbe già fatto qualche ritocco per evitareproblemi di compatibilità con la disciplina Uee richiami da Bruxelles. In effetti, già lo scorso 18 dicembre, la Commissione europea aveva inviato una lettera di quattro pagine al direttore generale della Tutela della biodiversità e del mare e, per conoscenza, al Dipartimento amministrazione generale, pianificazione e patrimonio naturale, entrambi del ministero dell’Ambiente.
Nella missiva, venivano evidenziati diversi possibili conflitti tra il testo già approvato dal Senato e il diritto dell’Ue, in particolare con la Direttiva Uccelli e la Direttiva Habitat. A destare particolare preoccupazione è la prevista deroga ai calendari venatori perché, se il provvedimento dovesse divenire legge, le Regioni potrebbero autorizzare la cacciaoltre i periodi compatibili con i cicli biologici delle specie, quindi durantemigrazione e riproduzione, con il conseguente indebolimento del ruolo della valutazione scientifica.
Le preoccupazioni della società civile
Inoltre, per quanto riguarda l’uso di dispositivi ottici ed elettronici per la caccia agli ungulati, la modifica sarebbe incompatibile con la Direttiva Habitat, in particolare per specie come il camoscio. Desta perplessità anche l’uso di richiami vivi, poiché l’Italia ha già un problema ditraffico illegale di uccelli e falsificazione degli anelli identificativie le nuove regole potrebbero rendere più difficile contrastare il commercio illegale.
Da settimane, contro il Ddl si sta mobilitando lasocietà civiletutta, con scienziati e associazioni ambientaliste che lanciano continui appelli al capo dello Stato affinché vigili sugli equilibri ecologici e costituzionali che la legge rischia di violare.La Lega Italiana Protezione Uccelli ha addirittura scritto al Papa, che ha risposto, mentre l’attore Alessandro Gassman ha pubblicamente chiesto un intervento di Mattarella. In tutto questo, è bene notare comevoci critiche contro il testo si siano sollevate anche dalla stessa maggioranza, soprattutto da parte diMichela Vittoria Brambilla, deputata di Noi Moderati e presidente dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali.
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