Il Ministro della Difesa Guido Crosetto, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, torna ad essere uno dei protagonisti del dibattito sulla politica estera italiana. Tra i temi principali affrontati, spiccano la guerra in Ucraina e le relazioni con la Russia, questioni su cui il leader definisce chiaramente l’approccio del governo. Intanto, l’incontro tenutosi a Miami tra Stati Uniti e Ucraina evidenzia l’intensificarsi dei legami strategici e militari tra Kiev e Washington, ribadendo il ruolo cruciale degli Usa nel supporto al Paese in conflitto e ancora una volta l’assenza dell’Europa nei momenti più cruciali di questo conflitto.
L’intervista non si limita però solo alla questione ucraina: Crosetto si sofferma anche sulla crisi di Gaza, offrendo un commento sulle posizioni favorevoli alla Palestina che animano il dibattito politico italiano ed europeo e analizzando le crescenti tensioni in Medio Oriente. Il focus è sulle implicazioni diplomatiche e umanitarie in una regione caratterizzata da un’instabilità sempre maggiore.
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Russia e Ucraina: le parole di Crosetto e le posizioni sul piano Trump
Crosetto esordisce nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera sottolineando l’importanza di tenere a mente che da oltre 1.300 giorni, tra i 1.200 e i 1.500 russi e ucraini perdono la vita quotidianamente a causa della guerra; la Russia è perfettamente consapevole delle linee rosse che non si possono chiedere all’Ucraina di oltrepassare e di ciò che non si può chiedere all’Ucraina di cedere.
“L’Ucraina ha perso prima la Crimea, adesso tre province, e la prossima volta?“, ha sostenuto, aggiungendo che è necessario fare in modo che questa sia l’ultima volta che la Russia tenta di distruggere l’Ucraina, evidenziando che tutti stanno lavorando in questa direzione.
Riguardo al possibile funzionamento del cosiddetto “piano Trump” per raggiungere l’obiettivo preposto, Crosetto ha spiegato che è fondamentale partire da qualsiasi punto concreto, elogiando il fatto che qualcuno abbia deciso di avanzare una proposta. Tuttavia, ha precisato che questa proposta necessita di modifiche al fine di renderla accettabile, innanzitutto per l’Ucraina.
Il titolare del dicastero di via XX settembre ha concluso evidenziando la necessità di perseguire questo obiettivo a ogni costo, paragonando l’impegno richiesto a quello necessario per costruire la pace a Gaza.
Crosetto critico sulle manifestazioni Pro Pal
In riferimento a Gaza, Crosetto ha riconosciuto che gli scontri continuano ogni giorno, nonostante sia stata formalmente dichiarata la pace. Ha sottolineato che è proprio su quella fragile speranza che si deve costruire il futuro. Per questo motivo, ha spiegato, l’Italia sta valutando come intervenire in settori chiave come la formazione, l’assistenza sanitaria e le operazioni di sminamento.
Crosetto ha poi rivolto un appello agli attivisti pro-Palestina in Italia, chiedendosi quanto possano aiutare realmente i palestinesi azioni come distruggere la redazione di un giornale o bruciare un suo manifesto. Ha affermato con forza che nessun altro Paese occidentale ha fatto di più per la Palestina rispetto all’Italia, ricordando come il nostro Paese sia stato il primo a sospendere l’invio di armi e a bloccare ogni esportazione utilizzabile contro il popolo palestinese.
Infine, commentando la decisione dell’Università di Bologna di negare un corso destinato ai militari, Crosetto l’ha definita un’occasione mancata. Parlando della possibile reintroduzione della leva volontaria, il ministro ha spiegato che immagina scenari moderni come attacchi cyber capaci di paralizzare servizi essenziali quali centrali elettriche, acquedotti o aeroporti. Per affrontare tali situazioni, sarebbe necessaria la presenza di specialisti, anche civili.
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