Crosetto conferma l’aumento delle spese di Difesa: “Giorgetti ha garantito, raggiungeremo gli obiettivi”

Rimanendo sul tema della guerra in Est Europa, Crosetto ha sostenuto che la situazione non migliorerà nel prossimo futuro. "Non migliorerà indipendentemente dagli aiuti militari", in quanto al momento Vladimir Putin non è interessato al tempo impiegato per raggiungere i suoi obiettivi, né quanto questi costeranno in termini di sacrifici umani

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L’Italia è pronta ad investire di più in materia di difesa. Lo ha confermato il ministro Guido Crosetto al Question Iime alla Camera, in cui ha cercato di chiarire quali sono le prospettive a breve e lungo termine del Paese. Il titolare del dicastero di via XX settembre ha sostenuto di aver ottenuto rassicurazioni in materia proprio dal ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il quale ha confermato che, dopo l’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione, il governo procederà già dal prossimo anno all’incremento dello 0,15% sulle spese difensive. Nel 2027 si aggiungerà un ulteriore 0,15% e poi dal 2028 uno 0,20%.

Crosetto ha voluto però fare una precisazione fondamentale. “Sarebbe surreale e stupido pensare che noi investissimo in Difesa soltanto perché ci siamo presi impegni internazionali“, ovvero con la Nato. Il ministro ha chiarito che l’Italia ha deciso di procedere con questi investimenti perché nel quadro attuale è sempre più necessario “essere preparati a qualunque possibile scenario eventuale“. In ogni caso, come da lui stesso specificato, la programmazione delle spese per la difesa si inseriranno in quadro in continuo mutamento, anche a seconda delle minacce che arriveranno a sfiorare l’Europa.

Crosetto: “Non andrò a Washington ma all’E5 di Berlino”

Così, spetterà solamente al Parlamento comprendere in che modo modulare la spesa per arrivare ad investire il 5% del Pil del Paese entro i termini convenuti. Incalzato poi sul suo viaggio a Washington, messo in agenda per venerdì al fine di incontrare il suo omologo statunitense e rinfrancare la Casa Bianca sulle intenzione dell’Italia in termini di spese di difesa, Crosetto ha dichiarato di aver annullato il viaggio in favore di una sua partecipazione all’E 5 di Berlino.

Crosetto ha negato che ci siano state pressioni politiche e a chi gli ha chiesto se si stia parlando dell’acquisto di armi statunitensi, ha risposto dichiarando di essere al lavoro per preparare il dodicesimo pacchetto di aiuti a Kiev, che presto sarà anche presentato al Copasir. Il ministro è stato però bacchettato da chi gli ha fatto notare che si tratta di spese ben differenti, in quanto il pacchetto di aiuti non prevede l’acquisto di armi americane da vendere all’Ucraina, ma ha ribattuto che comunque “si tratta di aiuti consistenti“.

Rimanendo sul tema della guerra in Est Europa, Crosetto ha sostenuto che la situazione non migliorerà nel prossimo futuro. “Non migliorerà indipendentemente dagli aiuti militari“, in quanto al momento Vladimir Putin non è interessato al tempo impiegato per raggiungere i suoi obiettivi, né quanto questi costeranno in termini di sacrifici umani. “E questo è l’avvertimento anche per l’Europa“, ha aggiunto convinto.

Crosetto: “L’Europa non è pronta ad affrontare le minacce ibride”

Proprio la situazione europea preoccupa il ministro, in quanto al momento i Paesi membri dell’Ue non sono pronti ad affrontare le guerre ibride che potrebbero attenderli. “La minaccia ibrida è una guerra che ci colpisce ogni giorno“, ha sottolineato, ricordando come i suoi attacchi si concentrino sulle infrastrutture, i servizi essenziali, le industrie e i sistemi di comunicazione. Crosetto ha criticato l’approccio attendista che è stato dedicato a questo tema, esortando l’Ue ad adottare “una strategia proattiva, perché non siamo di fronte a un rischio potenziale, ma a un’aggressione che non conosce tregua e non conosce confini“.

Proprio su questa prospettiva, il membro di FdI ha annunciato di aver elaborato un documento di lavoro che sarà messo a disposizione del Parlamento e che permetterà di delineare le principali direttrici normative operative necessarie per rendere la difesa più moderna, efficace, pronta al contrasto delle minacce ibride. “Il documento prevede ad esempio il riconoscimento del dominio cyber come vero e proprio spazio Difesa nazionale, la costituzione di un’arma cyber con una capacità iniziale di circa 1.200 1.500 unità operative“, ha sostenuto, ricordando l’importanza di non tralasciare e ignorare queste tematiche fondamentali.

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