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Crosetto rientra in Italia: ‘Pago io, non prendo lezioni sulla dedizione all’Istituzione’

Crosetto rientra da Dubai con un volo militare: “Pago io, parto da solo”. Mentre la destra cerca di rassicurare gli italiani, la sinistra commenta l'operato dell'esecutivo: è scontro sulla gestione della crisi

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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto sta rientrando in Italia dagli Emirati Arabi Uniti dopo essere rimasto bloccato a Dubai in seguito all’escalation militare in Medio Oriente e alla sospensione dei voli civili. Il rientro avverrà con un aereo militare ma, ha spiegato lo stesso ministro, a proprie spese e da solo, per evitare polemiche e non esporre altre persone a rischi.

In un lungo messaggio sui social Crosetto ha chiarito di aver già effettuato un bonifico al Comando del 31° Stormo di Ciampino per una cifra tripla rispetto alla tariffa prevista per gli ospiti dei voli di Stato. Una decisione presa, ha scritto, per togliere “anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato”.

Il ministro ha spiegato che viaggerà senza la famiglia, rimasta a Dubai perché al momento non esposta a rischi immediati così come gli altri cittadini italiani e stranieri. Ha inoltre rassicurato sul fatto di aver continuato a seguire la gestione della crisi anche dall’estero e ha riferito che la sua presenza negli Emirati è stata utile per i rapporti con le autorità locali e per i contatti con alleati europei e con il Pentagono.

Crosetto ha inoltre respinto le polemiche definendole “vergognose e basse” e, indignato, ha detto: “Non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni ed ancor meno per la quantità dell’impegno e per la dedizione all’Istituzione”.

Le rassicurazioni di Salvini e Tajani: “Non sapevo fosse a Dubai”

Sul caso è intervenuto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha ammesso di non essere stato a conoscenza della presenza del collega negli Emirati prima dello scoppio della crisi. Ha inoltre colto l’occasione per ricordare che il governo italiano non era stato informato dell’attacco contro l’Iran se non a operazioni già iniziate.

Il ministro è poi ritornato sul nodo centrale del dibattito: le reali priorità. Ha ribadito l’impegno nell’assicurare agli italiani nell’area il rientro in sicurezza e ha garantito che i militari presenti nelle basi colpite, in particolare in Kuwait, sono tutti illesi.

Anche il vicepremier Matteo Salvini è intervenuto sulla questione riferendo di essere in contatto con Crosetto e con i connazionali bloccati negli Emirati e sottolineando che l’obiettivo è riportare a casa tutti gli italiani in difficoltà il prima possibile.

L’attacco delle opposizioni

Durissimo l’intervento del leader del M5s Giuseppe Conte, che ha trasformato la vicenda in un caso politico. Secondo l’ex premier: l’Italia sarebbe stata esclusa dalle decisioni internazionali sull’operazione militare e il governo non avrebbe garantito adeguata tutela ai propri cittadini- Per Conte, l’immagine del ministro della Difesa bloccato a Dubai sarebbe il simbolo di una perdita di peso politico e diplomatico.

Per evidenziare la gravità dei fatti, il pentastellato ha citato anche i militari italiani costretti nei bunker in Kuwait e il terrore provato dai 200 studenti italiani bloccati negli Emirati. Non meno importanti, secondo Conte, sono le conseguenze economiche dell’eventuale chiusura dello Stretto di Hormuz, uno dei principali tratti di passaggio del petrolio.

Il nodo politico

La vicenda del rientro del ministro si inserisce quindi in un quadro più ampio: da un lato il governo rivendica la gestione dell’emergenza e la tutela degli italiani all’estero. Dall’altro l’opposizione accusa l’esecutivo di irrilevanza internazionale e scarsa informazione preventiva.

Nel mezzo, la scelta di Crosetto di pagare personalmente il volo militare è un gesto pensato per disinnescare le polemiche ma che, tuttavia, finisce comunque al centro dello scontro politico.

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