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Crosetto torna sulla leva militare: “Ci sarà un modello italiano e non sarà obbligatorio”

Passando poi ad altri argomenti di attualità, il titolare del ministero della Difesa ha spiegato di non trovarsi d'accordo con la posizione della relatrice dell'Onu, Francesca Albanese, che non ha voluto condannare gli attivisti che hanno imbrattato la sede de La Stampa, minacciando i giornalisti: "Non esiste nessuna idea, se non quelle che abbiamo cancellato per sempre, come il fascismo e il nazismo, che pensavano di entrare in una redazione di un giornale per dare una lezione ai giornalisti"

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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è rimasto piuttosto sorpreso dalla bufera mediatica che è scoppiata a seguito della spiegazione della sua iniziativa sulla leva militare in Italia. Il titolare del dicastero di via XX settembre ha cercato di spiegare nuovamente che il reintegro di questa prassi, che sarebbe su base volontaria e non obbligatoria, servirebbe semplicemente a tutelare maggiormente il Paese e la sua sicurezza.

A me non interessa né il modello francese, né quello tedesco, ci sarà un modello italiano che sarà quello che approverà il Parlamento italiano“, ha sostenuto a margine dell’iniziativa CasaCorriere in corso a Napoli. “Quello tedesco è un modello molto più incisivo, perché prevede la possibilità che lo Stato ripristini l’obbligatorietà, che è un’idea che a me non è mai passata in mente“, ha poi aggiunto con una certa convinzione.

E sulle accuse di bellicismo, Crosetto nega con fermezza, sostenendo che si tratti “di una provocazione talmente stupida e falsa“, da non meritare una risposta più approfondita. Entrando poi nello specifico del tema, il ministro ha sostenuto che tramite il suo progetto sarà data la possibilità ad alcuni volontari di “formare una riserva che possa essere pronta a dare supporto per qualunque evenienza“. In questo senso, anche dei civili potranno essere chiamati per ripristinare infrastrutture che hanno subito danni.

Crosetto: “Non condannare la violenza può essere pericoloso”

Passando poi ad altri argomenti di attualità, il titolare del ministero della Difesa ha spiegato di non trovarsi d’accordo con la posizione della relatrice dell’Onu, Francesca Albanese, che non ha voluto condannare gli attivisti che hanno imbrattato la sede de La Stampa, minacciando i giornalisti. “Non esiste nessuna idea, se non quelle che abbiamo cancellato per sempre, come il fascismo e il nazismo, che pensavano di entrare in una redazione di un giornale per dare una lezione ai giornalisti“, ha tuonato il ministro.

Inoltre, se non vengono prese dure posizioni nei confronti della violenza, si rischia di innescare l’idea per cui vi sarebbero argomenti che legittimano la violenza, per cui “fare del male a qualcuno sia lecito e possibile e, se lasci sedimentare questo germe, questo cancro poi si diffonde“, ha messo in guardi ancora. Riflettendo, poi, sui movimenti Pro Pal, Crosetto si dice piuttosto scettico.

Crosetto: “Ai Pro Pal dico che nessuno ha fatto più dell’Italia in Palestina”

La cosa che non capisco, ma mi fa arrabbiare più di tutto, è che non esiste un Paese occidentale al mondo che abbia fatto in Palestina più di quello che ha fatto l’Italia“, ha spiegato, replicando poi alla frase proveniente da una signora del pubblico, secondo cui il nostro Paese starebbe fornendo armi ad Israele. “L’Italia è il primo e unico Paese che ha bloccato dal giorno dopo l’esportazione di qualunque cosa potesse essere usata contro il popolo palestinese“, ha sostenuto con convinzione.

Il ministro ha poi condannato gli scontri di questi giorni, così come le decisione di bruciare una sua immagine durante un corteo a Roma. “Non so quanto questo possa essere utile a un palestinese“, ha dichiarato con un certo sarcasmo, per poi criticare anche la decisione dell’Università di Bologna di non ospitare alcuni militari italiani per un corso di Filosofia. “Che una facoltà non accetti il confronto è surreale“, ha spiegato, per poi aggiungere: “Noi abbiamo bisogno di forze armate il piu’ preparate possibili e il più colte possibili. Più sono preparate e intelligenti, più sono in grado di capire i fenomeni che accadono e accadranno nel mondo“.

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