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Crosetto ribatte dopo le polemiche: ‘Io a Dubai? Nessuno aveva previsto l’attacco alla città’

"Chiedono le mie dimissioni. Per cosa? Perché l'Iran ha attaccato Dubai? Fanno polemiche inventate, non meritano la fatica che ho dedicato al servizio della nazione in questi anni", così il ministro della Difesa, che poi parla della delicata situazione in Iran, affermando che bisognerà lavorare per creare un nuovo equilibrio in Medio Oriente

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Sono venuto perchéle informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione, e non sono andato di nascosto ma, essendo una questione familiare,non ho voluto scorte“.  È netto e conciso il ministro della DifesaGuido Crosettonel rispondere alle critiche di cui è stato recentemente bersaglio, parlando conLa Repubblica. Il titolare di via Venti Settembre, infatti, si trovava aDubaicon la famiglia quandola città è stata colpita da missili iraniani, lanciati come rappresaglia all’attacco israeliano e statunitense a Teheran.

L’episodio è presto diventatoun caso politicoin Italia, con il vicepresidente del Movimento 5 Stelle,Stefano Patuanelliche ha dichiarato come esso rappresenti la conferma della marginalità internazionale del Paese, avvisato dagli alleati dell’attacco alla Repubblica Islamicasolamente a raid iniziati(come confermato anche dal ministro degli EsteriAntonio Tajani) , e chiedendo dunque ledimissionidi Crosetto.

Quest’ultimo, dalle colonne del quotidiano romano,rispedisce al mittente le critiche, affermando l’inutilità di fare polemiche sul fatto che lui sia rimasto bloccato a Dubai, poiché l’attacco alla cittànon era stato previsto da nessuno. “Chiedono le mie dimissioni. Per cosa? Perché l’Iran ha attaccato Dubai?Fanno polemiche inventate, non meritano la fatica che ho dedicato alservizio della nazionein questi anni“, afferma caustico Crosetto, che ha già dichiarato chetornerà in Italiacon un aereo militare pagato di tasca propria.

Crosetto: “Attacco ad Iran lascerà segni profondi, ma bisogna lavorare per un nuovo equilibrio in Medio Oriente”

Il tema dell’intervista è però ovviamente l’azione militare congiunta Tel Aviv-Washington contro il regime degli ayatollah. “Il Medio Orienteè in fibrillazione da annie gli attacchi in corso lascerannosegni profondisui fragili equilibri della regione“, afferma il ministro della Difesa, riconoscendo al contempo chela morte della Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei è un duro colpo all’estremismo islamico.

Bisognerà comunque lavorare per trovare unnuovo equilibrio nel Paese e nella regione, facendo riavvicinare Teheran alle altre nazioni affinché diventiuna fonte di stabilità e non di conflitto permanente. Questo perché, secondo Crosetto, il rischio di unaforte instabilità regionaleè concreto, visti i rilevanti interessi strategici ed economici diRussia e Cinanell’area, anche se il ministro non vede al momento segnali di unallargamento del conflitto.

Crosetto: “In Iran tanta voglia di libertà, dobbiamo impegnarci per transizione indolore”

Per quanto riguarda la situazione interna dell’Iran, il titolare di via Venti Settembre afferma che nel Paesela voglia di libertà appare inarrestabile, ricordando come30 mila giovanisiano stati uccisi dal regime nelle proteste degli scorsi mesi. Bisognerà però lavorare, avverte Tajani, affinché la transizione sia il più possibile indolore e non vi sianorepressioni. Sicuramente, afferma il ministro, preoccupal’appello alla vendetta rivolto al mondo musulmanoa seguito della morte di Khamenei, che potrebbe portare aradicalizzazioni fuori controllo.

I rischi per i soldati italiani nel Golfo

Per quanto riguarda la risposta di Teheran agli attacchi, la rappresaglia iraniana si è concentrata solo contro gli Stati del Golfo ed Israele, dato chele sue capacità balistiche sono state sensibilmente ridotte. Tuttavia, resta alta lapreoccupazione per i soldati italiani schierati nell’area, ma Crosetto rassicura che la presenza del personale non indispensabile è stata alleggerita e le procedure di emergenza riviste e provate.

Il ministro esclude tuttavia l’ipotesi di unaevacuazione totale. “Le misure prese sono di contenimento del rischio e finalizzate a rendere le missionipiù efficaci, non adisimpegnarci e ritirare i contingenti“, afferma Crosetto, evidenziando come i contingenti militari siano pronti ad affrontare qualunqueevoluzionenegativa.

Crosetto: “Se Usa o Israele chiedono supporto, valuteremo”

In conclusione dell’intervista, il ministro della Difesa afferma perentoriamente chel’Italia non ha preso parte ai radi lanciati su Teheran. Per quanto riguarda poi un eventuale supporto alle operazioni in atto, “qualora dovessimo ricevere richieste da Usa o Israele,valuteremo caso per caso,insieme al governo e interessando anche il Parlamento“.

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