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Crosetto sul conflitto in Iran: “L’attenzione resta massima, può succedere di tutto”

"Voglio ricordare l'articolo 7 della Nato: qualora uno Stato membro subisca una aggressione armata sul suo territorio, gli altri membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi di loro possesso", ha continuato il ministro, sottolineando anche i doveri che spettano all'Italia in questa situazione

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Anche il ministro della Difesa,Guido Crosetto, ha sfruttato l’informativa alla Camera dei deputati sul conflitto in Iran per chiarire che l’Italia non è in guerra con nessun Paese. “Stiamo solo cercando di gestire e mitigare le conseguenze di un conflitto preoccupantee dirompente che, ci dicono israeliani e americani, durerà settimane“, ha spiegato il titolare del Dicastero di via XX settembre, cercando di chiarire al meglio la situazione italiana.

La priorità,come ribadito anche dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è quella di proteggere i cittadini italiani che si trovano in queste aree. “Avevamo 2.576 persone nell’area interessata dalla crisi in Medioriente, prima che iniziasse il conflitto e per effetto di questa situazione nei giorni scorsi abbiamo preso altre misure“, ha evidenziato, facendo riferito allo spostamento dei soldati italiani in Kuwait verso l’Arabia Saudita e di quelli del Qatar e del Barhein verso zone più sicure.

In Libano stiamo valutando attentamente la situazione e siamo pronti a far fronte ad ogni esigenza anche con personale navale per eventuali evacuazioni“, ha spiegato il ministro aggiungendo che ora è necessario rivalutare gli asset nella regione e rispondere alle richieste dei Paesi amici in difficoltà. “Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medioriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica“, ha annunciato con una certa convinzione.

Iran, Crosetto: “Se dovessero chiedere basi Usa torneremo in Parlamento”

Il ministro ha spiegato che ad oggi non è arrivata alcuna richiesta per l’utilizzo di basi Usa in Italia e quindi non c’è un tema di uso di basi da concedere. “Qualora dovesse emergere una richiesta torneremo in Parlamento, ma ad oggi non è successo“, ha specificato Crosetto. Al momento, l’Italia ha solo deciso di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato, anche in considerazione di quanto accaduto a Cipro e in Turchia.

Proprio in riferimento a questi Paesi alleati, il ministro ha spiegato che il nostro Paese è d’accordo con francesi, olandesi e spagnoli per portare aiuto a Cipro. “Voglio ricordare l’articolo 7 della Nato: qualora uno Stato membro subisca una aggressione armata sul suo territorio, gli altri membri sono tenuti a prestargli aiuto e assistenza con tutti i mezzi di loro possesso“, ha continuato il ministro, sottolineando anche i doveri che spettano all’Italia in questa situazione.

La prerogativa principale, comunque, riguarda la necessitò di una de-escalation del conflitto. “La più grande preoccupazione è che su questa crisi se ne possano innestare altre o che ne alimenti altre“, ha riferito Crosetto, chiarendo che l’obiettivo primario è quello di cercare di limitare questi pericoli, con tutti gli sforzi possibili delle parti coinvolte.

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