La Commissione europea ha deciso di ampliare, almeno in parte, gli strumenti diflessibilità fiscaleper gli Stati membri alle prese con il nuovoshock energeticoprovocato dal conflitto in Medio Oriente e dallachiusura dello Stretto di Hormuz. Il provvedimento è arrivato dopo settimane dipressioni da parte del governo Meloniche, in unalettera a Bruxelles, aveva chiesto di estendere il campo di applicazione della clausola di salvaguardia nazionale, già prevista per le spese di difesa, anche alle misure straordinarie necessarie per fronteggiare lacrisi energetica.
Suddetta estensione riguarderà però soltantoinvestimenti e interventi destinati a rafforzare la resilienza energeticae a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati. All’atto pratico, la nuova flessibilità potrà arrivare fino allo0,3% del Pil dell’anno tra il 2026 e il 2028, con un limite cumulato dello 0,6% nel triennio. Ad ogni modo, il margine dovrà restare comunque all’interno del tetto complessivo dell’1,5% del prodotto interno lordo già previsto per la clausola per la difesa.
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Crisi energetica, le risorse dovranno finanziare obiettivi coerenti con la decarbonizzazione
Risultato politico importante per Roma, di cui il primo a gioire è stato il ministro dell’EconomiaGiancarlo Giorgetti, che ha commentato: “Sono soddisfatto perché la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa,ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato“. Il titolare di via Venti Settembre ha aggiunto che il Mef metterà in campo proposte mirate a tutela di famiglie ed imprese, assicurando che le valutazioni terranno contodelle ultime stime e delle raccomandazioni della Commissione.
Secondo quest’ultima, le nuove risorse dovranno finanziare interventi coerenti con gli obiettivi dellatransizione energetica. Tra gli esempi citati troviamoincentivi per l’acquisto di veicoli elettrici, sostituzione delle caldaie a gas e gasolio con pompe di calore,installazione di pannelli fotovoltaicie sistemi di accumulo domestico, oltre a investimenti nelle reti energetiche e nell’elettrificazione dei consumi. In generale, ha precisato Palazzo Berlaymont, le misure messe in campo dagli Stati membri contro il caro energia dovranno esseretemporanee, mirate e non incentivare ulteriormente il consumo di petrolio e gas.
La flessibilità di Bruxelles non è da intendersi come un allentamento delle regole fiscali
Oltre alla carota, da Bruxelles è arrivato anche ilbastone. Nelle raccomandazioni del Semestre europeo 2026 rivolte all’Italia, la Commissione ha infatti insistito sulla necessità dimantenere la correzione dei conti pubblici, accelerare l’attuazione del PNRR e dei fondi di coesione, rafforzare ricerca e innovazione e proseguire nella transizione energetica. Inoltre, sono stati indicati come fondamentali interventi in ambito di mercato del lavoro, sanità, istruzione e inclusione sociale. Il messaggio di fondo è chel’apertura alla flessibilità non rappresenta un allentamento delle regole fiscali, bensì un’eccezione limitata evincolata a obiettivi specificidi sicurezza energetica e decarbonizzazione.
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