Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, è giunto a Crans Montana, la località svizzera in cui si trovava la discoteca Le Costellation, dove nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio è scoppiato un incendio che ha provocato 47 vittime e 115 feriti. All’interno del locale erano presenti diversi cittadini italiani, tutti giovanissimi.
Al momento, il bilancio è di 13 feriti e 6 dispersi italiani. Dalla Svizzera è arrivata anche l’ufficialità della morte di un 17enne italiano, ma la famiglia vuole attendere il risultato del Dna prima di confermare la notizia. La situazione è catastrofica, con i genitori dei ragazzi la cui posizione non è certa che continuano a cercare invano notizie.
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Crans Montana: cosa sappiamo dei dispersi
Purtroppo, per l’identificazione di tutte le salme e i feriti serviranno diverse settimane. Intanto, il ministro ha chiarito che in ospedale sono presenti tre feriti che non sono ancora stati identificati. L’auspicio è che possa trattarsi di concittadini, così da poter dare risposte alle loro famiglie. Per quanto riguarda i feriti, Tajani ha confermato che tre sono già ricoverati al Niguarda di Milano, mentre un quarto sarà preseto trasferito non appena le sue condizioni lo permetteranno.
Tajani ha confermato che per il momento non vi sono altre notizie ufficiali, neanche sui dispersi e i feriti. Il vicepremier ha però voluto rassicurare i famigliari e gli amici di coloro che sono rimasti coinvolti nella tragedia. “Siamo al lavoro, c’è una task force qui, ci sono in permanenza l’ambasciatore e il console generale“, ha spiegato il titolare della Farnesina, chiarendo l’impegno garantito dal ministero degli Esteri.
Gli ospedali italiani intanto si preparano ad accogliere i feriti della tragedia, anche coloro che non sono italiani, con l’obiettivo di dare una mano al sistema sanitario svizzero, messo sotto pressione dalla catastrofe. Invece, per quanto riguarda le indagini su quanto accaduto, il leader di Forza Italia ha chiarito che questa è già in corso.
Tajani: “C’è già un’inchiesta in corso”
“Ci sono già state decine di interrogatori con l’obiettivo di accertare la responsabilità“, ha spiegato, chiarendo che l’Italia rimane in contatto costantemente con le autorità elvetiche, al fine di comprendere cosa sia accaduto. La collaborazione tra i due Paesi è stata quindi definita come “molto positiva“. “L’uso di fuochi d’artificio nel locale, per quanto piccoli, non mi sembra una scelta responsabile”, ha poi sottolineato in merito alla possibile dinamica del disastro. Per ora comunque non vi è ufficialità sulla causa della tragedia.
Le immagini raccolte dai presenti, così come le dichiarazioni dei sopravvissuti saranno fondamentali per comprendere quanto accaduto ieri notte all’interno del locale. Resta anche da chiarire se la discoteca fosse a norma e se il numero di presenti non superasse la capienza massima consentita. Una serie di questioni che saranno risolte dalle autorità competenti.
Nel corso della sua visita, Tajani ha deposto un mazzo di fiori davanti al locale di Crans-Montana, per poi dirigersi ad incontrare i famigliari degli italiani che sono rimasti coinvolti nella tragedia. Il ministro ha infatti chiarito di aver deciso di recarsi in Svizzera per essere vicino a coloro che in questo momento stanno sperando di riabbracciare un loro caro. Il titolare della Farnesina ha inoltre aggiunto di aver chiesto al procuratore generale che venga fatta chiarezza al più presto su quanto accaduto.
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