Il Consiglio di Stato ha deciso di concederesei mesi di tempoal ministero dell’Interno per procedere “ad una puntuale ricognizione della situazione esistente neiCpr( i Centri di permanenza per i rimpatri ndr), con particolare riferimento aiprofili dell’assistenza sanitaria e psicologica,alla formazione del personale impiegato, nonché all’analisi degliepisodi criticiverificatisi con maggiore frequenza nel corso dell’ultimo quinquennio“.
La sentenza ha in questo modo accolto il ricorso con il quale l‘Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi)sollecitava i giudici a ordinare al Viminale di ottemperare a una precedente loro decisione risalente all’ottobre dello scorso anno. Per lo svolgimento dell’ordinata attività istruttoria sarà fondamentale unasinergia con il ministero della Salute e con il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Al termine della ricognizione, inoltre, l’Amministrazione dovrà adottare una motivata determinazione finale, esplicitando le ragioni delle scelte compiute.
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La vicenda è iniziata quando l’Asgi ha presentato unricorso al Tar, impugnando il decreto ministeriale del 4 marzo 2024 con il quale era stato approvato lo schema di capitolato d’appalto per la gestione e il funzionamento dei Cpr. I giudici di primo grado avevano però respinto l’istanza, ritenendo le scelte del Ministero “frutto di un’ampia discrezionalità,coerenti con le peculiarità del trattenimento amministrativo e prive di difetti di istruttoria“.
Ne era seguito un ricorso in appello, nel quale si lamentava l’esistenza di alcuneincongruenzetra il predetto schema e la direttiva ministeriale del 2022, la quale definiva i criteri per l’organizzazione dei centri. La risultante sentenza aveva infine stabilito che l’adozione dello schema di capitolato dovesse essere preceduto da unaapprofondita istruttoria.
Tuttavia, rilevandol’inesatta e incompleta esecuzione della sentenza, l’Asgi ne ha quindi chiesto l’ottemperanza. Da parte sua, il Consiglio di Stato ha ritenuto che il primo dei due obblighi previsti (la necessitò di rendere coerente il capitolato con le previsioni della direttiva ministeriale ndr)“risulta pienamente adempiuto“. Lo stesso non si può dire per l’approfondita istruttoria, per la quale “non risultano acquisiti elementi conoscitivi concernenti l‘effettiva situazione esistente all’interno dei Cpr, né risultano svolti accertamenti riguardanti la concreta adeguatezza della dotazione sanitaria,l’organizzazione dell’assistenza psicologica, la formazione specialistica del personale impiegato,l’incidenza degli episodi autolesivi o suicidari“.
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