“Non vedo, non sento, non parlo“, come le Tre Scimmie Sagge,Giuseppe Conte, ospite ieri sera di Quarta Repubblica, “ha offeso non tanto la Commissione Covid in quanto organo costituzionale, ma soprattutto gli italiani“. Non usa mezze parole il senatoreGuido Lirisper commentare l’ospitata dell’ex presidente del Consiglio da Nicola Porro.
“Ha agito come un moderno Ponzio Pilato” affonda il membro di Commissione in quota FdI facendo notare come abbia evitato di rispondere nel merito delle domande del giornalista. Descrivendolo come “evidentemente nervosoper le inchieste giornalistiche di questi giorni che hanno riguardato la sua gestione della pandemia“, Liris non lascia scampo al leader pentastellato ricordando alcune testimonianze secondo cui l’avvocato del popolo e i suoi ex colleghi avrebberocercato di speculare sulla tragedia della pandemia.
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E in tutto questo marasma, “Conte ha gettato la palla in tribuna“, sostenendo di non essere mai stato convocato, pur essendo stato sempre disponibile a parlare in commissione. Insomma, per Liris è “tutto veramente assurdo,una bugia“, considerando anche come ora il presidente 5Stelle abbiascritto ai presidenti di Camera e Senato annunciando di essere pronto a dimettersi purché vi sia la garanzia che, una volta ascoltato, possa rientrare in commissione. “Una garanzia che c’è sempre stata“, assicura il senatore che chiosa netto: “Conte avrebbe potutorisparmiarci questa pietosa pantomima, dimettendosi già mesi fa“.
Insomma, resta fervido il duello tra il partito di Giorgia Meloni e l’ex premier sul ring della contorta vicenda dell’inchiesta Covid che con ilpassare dei mesi ha trasformato la Commissione in un tribunale politicoin cui non hanno esitato a concedersi colpi bassi e pesantissimi scambi d’accuse. E a fare eco a Liris, il presidente di FdI in Senato e componente della commissione,Lucio Malanche sottolinea come Conte abbia eluso nel merito gli argomenti sollevati da Porro.

“Lo abbiamo visto attaccare i professionisti della carta stampata e delle tv, ‘colpevoli’ di svolgere un egregio lavoro d’inchiesta giornalistica,ha insultato definendoli senza senso dell’onore e della verità”, puntualizza il membro di commissione che si concede una stoccata: “E’ davvero singolare che il leader del movimento che chiedeva trasparenza e correttezza nella gestione degli affari pubblici, attacchi chi, sui mezzi di informazione e in Parlamento,sta lavorando per dare trasparenza e verificare la correttezza“.
Insomma, Malan resta pragmatico: “Conte ha parlato, ma le sue dimissioni ancora non sono sul tavolo. Le attendiamo“, punge riferendosi al collega Galeazzo Bignami che per farsi audire dalla commissione ha rassegnato le proprie dimissioni.
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