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Covid, duello social Conte-Meloni. Il pentastellato insiste: ‘Premier ancora non risponde’

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Inizia tutto inaudizione dinanzi la Commissione Covid. Dall’annuncio di aver consegnato alla procura di Roma un fascicolo ricevuto in forma anonima che, sostiene, solleva interrogativi su una fornitura di mascherine.Giuseppe Conte, premier ai tempi dell’emergenza sanitaria, riferisce che sfogliando il dossier emergerebbero elementi tali da giustificare un approfondimento anche sulla successiva transazione con cui, nell’ottobre scorso, la presidenza del Consiglio e il ministero della Salute hanno chiuso il lungo contenzioso con la societàJc Electronics, riconoscendole circa 100 milioni di euro.

Ebbene, più che un preambolo,è il suo attacco frontale a Giorgia Meloni. Un affondo che completa nella fine serata di ieri, fuori da Palazzo San Macuto e che rinvigorisce nella mattinata odierna. “Lei è la regista di questi attacchi“, scandisce, sfidando il premier ad affrontarlo “politicamente“, lasciandosi alle spalle “trucchetti” e “mezzucci” che “non portano a niente“.

A stretto giro arriva la replica del presidente del Consiglio: “Il lavoro della commissione Covid non è un processo a una persona, ma un dovere verso una nazione che ha pagato un prezzo altissimo.La verità non è un attacco politico. È un diritto degli italiani“. Tanto più che sull’accordo tra il governo e Jc Electronics Conte concentra la sua offensiva in audizione, auspicandone anche lo stop.

Come si fa a dare 100 milioni a Jc Electronics prima del giudizio cautelare? Non avete trovato sei milioni per le mammografie“, affonda nella replica alla deputata di FdI, Alice Buonguerrieri. La risposta della società di Dario Bianchi, principale accusatore di Conte in commissione Covid, arriva a stretto giro. Il documento evocato dall’ex premier, sostiene l’azienda con sede a Colleferro, “non è una novità“, perché “è già stato portato in giudizio dallo Stato, insieme al dossier della struttura commissariale, ed è uscito indenne dal vaglio della magistratura“.

Jc richiama le sentenze favorevoli ottenute, ribadisce che la conformità delle mascherine è stata attestata anche da Inail e Agenzia delle Dogane e invita l’ex premier, “se ha certezze“, arinunciare all’immunitàe a sostenerle “nelle sedi opportune“.

Ma il duello tra Conte e Meloni promette di non concludersi qui. Infatti, a cantar del gallo, il premier pentastellato rincara la dose. “Sono passate ore…ma 5 minuti ancora non li ha trovati“, scrive l’Avvocato del Popolo che nella serata di ieri aveva dedicato alla leader di FdI un post sollecitandola a dare anche lei risposte come lui sta facendo.

Cara Giorgia Meloni, io ci sono sempre stato e sempre ci sarò in ogni sede e occasione in cui si possano dare delle risposte al Paese. C’ero anche oggi in Commissione Covid“, scrive Conte per poi spostare il focus sugli ultimi casi che hanno inondato la maggioranza.

Dicci invece in quale cassaforte sono finite le chat del tuo amico Delmastro con un prestanome di un clan mafioso. Dicci dove sono finite le Regioni di centrodestra che avete scudato dalle domande sulla gestione Covid. Dicci quando Santanchè andrà in Tribunale senza protezioni e scudi sull’inchiesta per truffa Covid“, ricorda l’ex premier per poi chiosare polemico: “Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all’Italia? A noi piace la verità, a voi evidentemente fa male“.

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