“Violazioni costituzionali,legislative e regolamentaridi gravità evidente e inaudita, che pongono l’attività della Commissione d’inchiesta Covidal di fuori del suo perimetro istituzionale“. E’ questa la denuncia sporta dall’opposizione con una lettera indirizzata ai presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, per sollevare “gravi illegittimità” nei lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria ai tempi del governo Conte II.
Una missiva congiunta in cui Movimento 5 Stelle, Avs, Italia Viva e Pd, hanno chiesto anche l’annullamento della convocazione della seduta prevista per oggi e ledimissioni del presidente di Commissione Marco Lisei, in quota, FdI.
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Ma è scontro a Palazzo San Macuto, dove il presidente Lisei respinge ogni accusa nonché la richiesta delle sue dimissione in quanto “non è stato violato nulla“. Un acceso confronto, dopo il quale i lavori della Commissione sono proseguiti regolarmente.
Ma cosa ha fatto insorgere le proteste dell’opposizione? In sostanza, la prevista audizione di due persone che sarebbero già state interrogate in precedenza, grazie a quella che è stata spiegata come una “delega rilasciata dallo stesso Lisei“, e “all’insaputa dei commissari, da soggetti non legittimati a condurre gli interrogatori e in sede diversa da quella della Commissione“. Da quanto denunciato dalle forze di opposizione, se la situazione di legalità non dovesse essere ripristinata, l’unica soluzione sarebbe loscioglimento dell’organismo parlamentare.
Dalla ricostruzione dei partiti d’oltrescranno, quindi, le persone convocate per essere sentite dai consulenti nominati da FdI, (in agenda c’è l’esame di di Marco Spadaccioli, dipendente della Adaltis Srl, e dell’avvocata Nicoletta Spaziani), sarebbero state interrogate in commissariato di polizia, fuori quindi dalle aule parlamentari. I gruppi di minoranza denunciano infatti tali modalità di svolgimento dell’attività della commissione.
Ma, queste audizioni “riservatissime“, che le opposizioni le avrebbero scoperte “per caso“. Venerdì sera i capigruppo hanno appreso, visionando la documentazione allegata alla convocazione prevista per oggi, che gli interrogatori sono stati condotti, per l’appunto, senza che i commissari ne fossero informati, da soggetti considerati privi di necessari poteri e in una sede estranea a quella della commissione. Gli incontri, in sostanza, si sarebbero svoltinegli uffici del commissariato di polizia di Trevi Campo Marzio a Roma.
Una procedura che, sostengono i firmatari della missiva, sancirebbe illegittimità anche qualora una qualche delega fosse effettivamente esistita. Chi è riuscito a leggere il contenuto dei verbali, racconta che le informazioni, riferite dai testimoni ai consulenti, non sono neanche “penalmente e politicamente rilevanti“. Nessuna rivelazione sensibile, insomma. Cosa per la quale, si denuncia, apparirebbe ancora più grave l’utilizzo di atti che si ritengono acquisiti in modo irregolare.
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