Nel centrosinistra,quella per il ruolo di premier sta assumendo sempre di più i contorni di una corsa a due. Da un lato, il presidente del Movimento 5 StelleGiuseppe Conte, dall’altro la segretaria del Partito democraticoElly Schlein. Entrambi sono convinti di guidare la coalizione progressista alle prossime elezioni, entrambi invocano unità nell’opposizione. Insomma, come direbbe il poeta, entrambi hanno un “cor che indocile serve pensando al regno“.
Conte e Schlein convinti che il centrosinistra vincerà le elezioni
Il dualismo tra i due ha assunto forma plastica ieri, quando l’avvocato di Volturara Appula era impegnato apresentare il suo libro-manifesto politico dentro il Tempo di Adriano, mentre la leader dem teneva una relazione davanti alla Direzione del partito al Nazareno. Entrambi si sono dettisicuri di poter vincere le prossime elezioni politiche. Per Schlein, infatti, “il governo Meloni è senza una visione,non credo che riusciranno ad arrivare a fine legislatura“, mentre per Conte “ci sono ottime premesse per battere questo governo, maserve unità“.
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I due hanno poi condiviso la necessità diparlare di temi concreti, non commettendo l’errore di chiudersi in sterili dibattiti che rischiano di allontanare gli elettori. Uno fra tuttila pace, e sul punto la leader dem ha mostrato fermezza: “Dobbiamo tornare in piazza e dovremmo farlo insieme alle altre forze progressiste e civiche.Li sentirò per dare la nostra disponibilità a mobilitarci“.
Uno sguardo all’estero
Insomma, manifestare unità di intenti sì, seppur la tentazione diaccreditarsi singolarmente davanti ad altri leader del mondo sia forte. Schlein sarà infatti a Barcellona nel fine settimana con il premier spagnoloPedro Sanchez, appuntamento che nei suoi piani dovrebbe rappresentare la sua investitura internazionale. Da parte sua, Conte si fa forte della sua precedente esperienza da premier e ritiene digodere di ampia considerazione all’estero, come ha fatto intendere durante la presentazione del libro, snocciolano i provvedimenti adottati dai suoi due esecutivi.
Il nodo primarie e programma elettorale
Sul tema delle primarie, tuttavia, i due hanno avuto atteggiamenti opposti. La leader dem ha scientemente evitato l’argomento, mentre il pentastellato ha nuovamente puntualizzato che esse dovranno essereaperte anche ai non iscritti ai partiti, “altrimenti non ha senso farle“. Ha inoltre chiarito che il criterio secondo il quale il partito che prende un voto in più esprime il nome del premier èun automatismo che non ha cittadinanza nel campo largo, affermando al contempo che, in caso le primarie non fossero vinte da un rappresentate M5s non ci sarebbero ripercussioni sulla coalizione.
L’attenzione è però tutta suiprogrammi. Schlein ha proposto i“comitati per l’alternativa”per allargare la partecipazione sul territorio anche ai non elettori del Pd, mentre Conte è pronto a lanciare domenica il percorsoNova 2.0, con il quale vuole costruire dal basso il progetto politico del Movimento. “Ora ciascuna forza politica mette a punto le idee– ha dichiarato –eprima dell’estate ci ritroveremo per metterci d’accordo“.
Gli ha fatto eco la leader dem, che ha ribattuto l’importanza di continuare a fare battaglie unitarie, anche mentre“ciascuno porta avanti i propri percorsi”. Poi ha comunicato di aver dato disponibilità per vedersi ai leader di Avs Fratoianni e Bonelli, altri membri della possibile coalizione unitaria di centrosinistra, i quali sono però stati snobbati per il momento del pentastellato.
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