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Conte punge Meloni: “Diritto internazionale esiste fino a un certo limite, quello che decide Trump”

"Tanti programmi, tanti 'vorrò' e 'farò', ma dopo tre anni di governo non ci ha detto nulla e non ha dato una risposta ai 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure, alle lunghe liste di attesa. Ci aspettavamo qualcosa di concreto", ha tuonato il leader del M5S in riferimento alla conferenza stampa di Meloni

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Giuseppe Conte, il leader del M5S, non è rimasto affatto soddisfatto dei temi e degli argomenti affrontati dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso della conferenza di inizio anno. Un incontro con i giornalisti durato circa 3 ore e mezza, che però secondo l’ex premier non sarebbero state sufficienti ad affrontare tutte le difficoltà affrontate dal Paese. Inoltre, le reali priorità del governo italiano non sarebbero state neanche approfondite.

Una sorta di esercizio di stile quello di Meloni, almeno secondo Conte, che si dice rammaricato dall’assenza di passaggi tangibili su ciò che l’esecutivo ha intenzione di mettere in atto per il bene del Paese. “Tanti programmi, tanti ‘vorrò’ e ‘farò’, ma dopo tre anni di governo non ci ha detto nulla e non ha dato una risposta ai 6 milioni di cittadini che rinunciano alle cure, alle lunghe liste di attesa. Ci aspettavamo qualcosa di concreto“, ha dichiarato il leader dei pentastellati, andando a pungere il governo proprio su uno dei temi più complessi di questa legislatura.

Conte e il tema del riarmo

La sanità italiana è in crisi e i cittadini se ne rendono conto ogni qual volta è loro necessario prenotare una visita o un esame attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. Un problema su cui ogni anno vengono proposte soluzioni, ma su cui per il momento non sembrano esservi stati eccessivi cambiamenti. “La sanità non è assolutamente tra le priorità indicate“, ha tuonato ancora Conte, prima di lanciare una stoccata durissima: “Invece, ha taciuto una priorità che è quella del riarmo“.

Il presidente del M5S ha ricordato come Giorgetti abbia anticipato che per finanziare l’aumento delle spese militari il governo dovrà creare uno scostamento dal documento programmatico al fine di “prendere soldi in deficit“. Una decisione che comporterà un aumento delle tasse, delle bollette, dell’energia e nuove difficoltà sul fronte dell’economia e della sicurezza.

Il riferimento è all’intervento del ministro dell’Economia e delle Finanze al Question Time in Senato, in cui è stato spiegato che il riarmo sarà sostenibile solo se il deficit italiano scenderà sotto il 3%. In seguito, sarà necessario portare le nuove spese in Parlamento, affinché queste siano votate. Il tutto evitando fino al 2028 di produrre nuovo deficit, grazie alla clausola di salvaguardia nazionale. Secondo il titolare del Mef, inoltre, non vi saranno rinunce nei riguardi delle spese del welfare.

Conte provoca Meloni sul suo rapporto con Trump

Conte è tornato poi a provocare Meloni sulla sua divisiva vicinanza al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Lasciando sottintese gli ultimi sviluppi internazionali, con le operazioni statunitensi in Venezuela e con le minacce alla sovranità della Groenlandia, il leader pentastellato ha criticato la mancanza di intervento del premier.

Per quanto riguarda il diritto internazionale abbiamo scoperto che è tutta una questione di geopolitica“, ha spiegato Conte con una vena sarcastica, per poi sferrare l’attacco finale nei confronti del Capo del Governo: “Esiste fino a un certo limite ed il limite lo stabilisce Trump“.

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