Per il leader del Movimento 5 StelleGiuseppe Conte, la vicenda legata allacommissione Covidrappresenta unaprecisa strategia politica dell’esecutivo. Da settimane l’ex presidente del Consiglio viene chiamato in causa per icontratti e gli appaltistipulati durante la pandemia ma secondo Conte l’obiettivo della maggioranza, in un clima già proiettato verso lacampagna elettorale, sarebbe quello dicolpire l’opposizione e screditare la sua figura.
Conte: “Non mi occupavo di mascherine e respiratori”
In un’intervista aLa Repubblica, Conte ribadisce di non essersi mai occupato direttamente dei contratti per l’acquisto di mascherine,respiratori o delle aziende e dei professionisti coinvolti nelle forniture. Una posizione che ha sollevato dubbi e interrogativi: come può un presidente del Consiglio non occuparsi di aspetti così delicati durante una fase emergenziale?
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A questa osservazione Conte replica spiegando il contesto di quei mesi: “Con un’Italia in ginocchio e la riorganizzazione di un intero Paese, secondo voi, è pensabile che un premier possa pensare ai contratti delle mascherine?“. L’ex premier aggiunge poi un riferimento polemico aFratelli d’Italia,sostenendo che appare singolare chenessun esponente del partito possa aver eventualmente indicato imprese o professionisti.
L’accusa alla maggioranza: “Gioco sporco e fango diffamatorio”
La posizione di Conte è netta: “È in corso ungioco sporcoche non posso più permettere“. Il leader pentastellato sottolinea di aver dato già da tempo la propriadisponibilità a essere ascoltato dalla commissionema che “a questa disponibilità non è stato dato alcun seguito“.
Conte evidenzia inoltre come le vicende giudiziarie nate intorno alla gestione della pandemia non lo abbiano mai coinvolto direttamente, accusando però Fratelli d’Italia dicontinuare ad alimentare quello che definisce “fango diffamatorio“.
Nel mirino finisce anche il presidente della commissione Covid,Marco Lisei,che avrebbe parlato di “circo mediatico” riferendosi alla commissione da lui stesso presieduta. Per Conte questo sarebbe il segnale di una “incultura istituzionale della destra“, accusata di utilizzare le istituzioni e alcuni organi di informazione per colpire gli avversari politici.
Il caso Luca Di Donna
Nell’intervista Conte interviene anche sullavicenda dell’avvocato Luca Di Donna, indagato dalla procura di Roma e spesso accostato al suo nome. L’ex premier chiarisce cheDi Donna non sarebbe mai stato suo socioe che, dopo il suo ingresso a Palazzo Chigi, tra i due non ci sarebbero stati incontri o rapporti, nemmeno di natura personale.
La questione resta comunque al centro del dibattito politico.Conte rivendica la propria posizionee respinge ogni accusa, mentre lo scontro con la maggioranza si inserisce in un quadro più ampio di confronto in vista delle prossime elezioni del 2027.
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