“È il tempo del coraggio“, con queste parole il presidente di Confindustria,Emanuele Orsini,ha aperto la sua relazione all’Assemblea nazionalein corso allaNuvola dell’Eur, a Roma.Orsini ha sottolineato come l’Italia abbia oggi “il privilegio di poter essere coraggiosa in pace e non in guerra“, invitando a utilizzare questo coraggio per costruiresviluppo, competitività e nuove opportunità. Secondo il presidente degli industriali, questa resta “l’unica via capace di generare futuro, coesione sociale e benessere diffuso“.
Nel suo intervento ha ribadito la fiducia nelle capacità del Paese: “L’Italia, quando riesce a esprimere il meglio di sé, sa percorrere questa strada conresponsabilità, ambizione e determinazione,la stessa che anima le nostre imprese“.
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La questione salariale
Orsini ha poi affrontato il nodo delle retribuzioni, definendolo ancora aperto: “Lo dico con chiarezza: noi da soli, con i nostri migliori contratti, non riusciamo a risolverlo“, ha affermato. Secondo il presidente di Confindustria,salari bassi e contratti precari stanno allontanando molti giovani dall’Italia: “Troppi settori offrono solo contratti a tempo e stipendi insufficienti“, ha spiegato, aggiungendo che il tema salariale deve essere considerato una questione di attrattività per il Paese e per le imprese.
Per Orsini,le basse retribuzioni incidono negativamente sulla qualità della vita, sulla natalità e sulla domanda interna, che rappresenta il principale mercato per molte aziende italiane, soprattutto le più piccole.
Orsini: “Energia minaccia esistenziale per le imprese”
Nel corso dell’assemblea, Orsini ha indicato lecinque levenecessarie per rafforzare il sistema produttivo:energia, crescita dimensionale delle Pmi, contratti di sviluppo e innovazione, semplificazioni con riforma della 231 e maggiori risorse.
Il primo punto resta quello energetico: “Per le imprese ilprezzo dell’energia è ormai una vera e propria minacciaesistenziale“, ha detto, denunciando il costo troppo elevato sostenuto dalle aziende italiane rispetto al resto d’Europa. Orsini ha ricordato che le scelte compiute in passato sulnuclearee le difficoltà legate alle rinnovabili hanno portato l’Italia a essere “fuori scala e fuori mercato” sul fronte dei costi energetici.
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