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Commissione di Vigilanza Rai, Giachetti finisce lo sciopero: il 27 maggio la seduta d’incontro

Roberto Giachetti ha deciso di interrompere lo sciopero dopo che il cdx della Commissione di Vigilanza Rai ha mostrato disponibilità per un incontro ed una soluzione. Per il 27 maggio Barbara Floridia convoca una seduta: "È opportuno evidenziare che l'ordine del giorno non lo decide di certo Antonio Tajani. Dispiace molto che si sia dovuti arrivare al gesto estremo di Giachetti per avere una cosa normale come una seduta della commissione"

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Ore di subbuglio inCommissione di Vigilanza Rai. Dopo un anno e mezzo di stallo,Roberto Giachetti ha deciso di scioperare affinché venga trovata una soluzione e venga eletto un presidente. Infatti da molti mesi non si riesce a trovare una soluzione che vada bene sia per la maggioranza sia per la minoranza e per questo ci si trova in una condizione di stallo. Cosìil deputato ha deciso di non mangiare più per 12 giorni e, dato che non è stato ascoltato, oggi si è ammanettato all’interno dell’Aula.

Adesso il centro destra dellaCommissione di Vigilanza Raiha annunciato che è pronto a trovare un accordo e il deputato ha quindi deciso di interrompere lo sciopero.

“La maggioranza di centrodestra nella Commissione Vigilanza Rai è sempre stata disponibile a discutere nel merito di ogni proposta.Su richiesta delle opposizioni nei mesi scorsi abbiamo audito l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, il direttore generale Roberto Sergio e il giornalista Sigfrido Ranucci. Abbiamo a cuore la salute dell’on. Roberto Giachetti, di cui non condividiamo le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questa forma di lotta ma ha il nostro rispetto sia umano che politico. Per questo ribadiamo che siamo disponibili a garantire il numero legale nella prossima seduta della Commissione di Vigilanza Rai”,così i rappresentanti del cdx dellaCommissione di Vigilanza Rai, che hanno deciso di tendere una mano alla controparte, affinché venga trovata una soluzione al più presto.

Dopo questo annuncio,il deputato Roberto Giachetti si è liberato dalle manette e lascia il presidio dell’Aula di Montecitorio.Usigraisi è quindi esposto su questo tema, mostrando piena solidarietà al deputato: “È un inquietante segno dei tempi quandosi arriva a gesti estremi per chiedere il rispetto di un normale principio di democrazia.La decisione dell’onorevole Giachetti di incatenarsi al banco della Camera e di aggiungere allo sciopero della fame quello della sete per chiedere alla maggioranza di consentire alla Vigilanza Rai di riunirsi non può essere ignorato, come è purtroppo accaduto in passato per gli innumerevoli appelli in tal senso lanciati, tra gli altri, anche dal Presidente Mattarella.Cosa aspettano le forze politiche a sbloccare un organismo fondamentale per il corretto funzionamento del Servizio Pubblico?“.

A fine sciopero, inoltreGiachettiha ironizzato: “Credo che ne abbia persi cinque di chili perché all’inizio quasi sempre se ne perdono di più. Devo ringraziare, oltre alla Presidente e al personale della Camera, anche il personale medico che mi ha praticamente monitorato ogni ora e quindi credo di stare in condizioni assolutamente positive”.E ha detto che stasera mangerà un omogenizzato o un bel brodino.

Tajani sulla Commissione di Vigilanza Rai e il Teatro delle Vittorie

AncheTajanisi è espresso in merito: “Ci sarà un comunicato dei capigruppo in commissione di Vigilanza per annunciare la disponibilità a fare una riunione della Commissione per parlare della questione del Tetro delle Vittorie”.Il ministro si è espresso durante l’incontro di FI a Macerata, chiarendo si sta cercando di trovare una soluzione peril Teatro delle Vittorie, altro tema che divide sia la Commissione di Vigilanza Rai, sia le istituzioni.

Ma da parte di Tajani non manca il riferimento al csx:“Purtroppo la minoranza impedisce, dall’inizio della legislatura, l’elezione del presidente, che è una figura che porta un nome storico nella Rai e quindi è ovvio che la maggioranza non possa accettare un’imposizione della minoranza.E’ giusto che ci sia rispetto con le minoranze ma non può esserci neanche la dittatura della minoranza”.

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