Le audizioni dellaCommissione parlamentare d’inchiestasullagestione dell’emergenza Covidcontinuano ad alimentare il confronto politico. Da un latoFratelli d’Italiapunta l’attenzione sulletestimonianzerelative alle forniture di mascherine e tamponi durante la pandemia; dall’altro leopposizionicontestano duramente imetodiadottati dalla Commissione e chiedono la rimozione del presidenteMarco Lisei.
Secondo il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera,Galeazzo Bignami, dalle audizioni sarebbe emerso unquadro “inquietante“sulla gestione dell’emergenza sanitaria. In particolare, alcuni imprenditori avrebbero denunciato un sistema caratterizzato da diverseopacità, sostenendo che per ottenere commesse dalla struttura commissariale guidata all’epoca daDomenico Arcurifosse necessario ricorrere acostose consulenze legali.
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Bignami: “Conte si presenti davanti alla Commissione”
Al centro delle polemiche c’è latestimonianzaresa nei giorni scorsi dal general manager di una società che ha riferito di aver versato circa454mila euroa professionisti delloStudio Alpain relazione a commesse per oltre3,3 milioni di eurodi materiale sanitario destinato all’emergenza Covid. Per Bignami, di fronte a queste dichiarazioni, l’ex presidente del ConsiglioGiuseppe Contedovrebbe presentarsi personalmente davanti alla Commissione per chiarire ogni aspetto della vicenda.
Sulla stessa linea anche il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia,Lucio Malan, che ha parlato di un“muro di silenzio”attorno a quanto emerso durante le audizioni. Secondo il senatore, alcuni professionisti, già colleghi di studio di Conte, avrebbero richiestoconsulenze onerose per agevolare l’accesso agli ordinativi di materiale sanitario. AncheGiovanni Donzelli,responsabile organizzazione di FdI, ha lamentato unascarsa attenzione mediaticasulla vicenda, chiedendo chiarimenti sul pagamento delle consulenze emerse in Commissione.
Il caso dei 454mila euro
Tra le persone ascoltate dalla Commissione figuraMarco Spadaccioli,general manager per l’Italia della societàAdaltis, attiva nella produzione di kit diagnostici. Durante l’audizione, Spadaccioli ha spiegato che il compenso di 454mila euro versato allo studio legale sarebbe stato corrisposto perattività di controllo documentalee per lapredisposizione di una lettera relativa ai pagamenti non ancora ricevuti dall’azienda.
Parole che, secondo il vicepresidente della Commissione CovidFrancesco Ciancitto(FdI), aprirebbero interrogativi significativi sullagestione delle fornituredurante la fase più critica della pandemia. Per l’esponente di Fratelli d’Italia sarebbe necessario chiarire come siano stati utilizzatifondi pubblicidestinati all’emergenza sanitaria.
Lo scontro sulla gestione della Commissione Covid
Parallelamente alle polemiche sulle forniture, si è aperto un duro confronto sullaconduzione dei lavori della Commissione stessa.Dopo aver abbandonato i lavori, i gruppi diPd, Movimento 5 Stelle, Avs e Italia Vivahanno chiesto la rimozione del presidenteMarco Lisei,contestando alcune attività istruttorie svolte da consulenti della Commissione. Secondo le opposizioni sarebbero state effettuate audizioni einterrogatori di cittadini in sedi di poliziaattraverso modalità ritenute “illegittime” e non conformi alle prerogative parlamentari.
In Aula, il deputato del Movimento 5 StelleAlfonso Colucciha parlato di “gravissime criticità” e ha chiesto ai presidenti di Camera e Senato di intervenire per riportare i lavori della Commissione entro ilimiti della legalità istituzionale.Sulla stessa linea il deputato del PdPaolo Ciani,che ha definito necessario un intervento immediato per chiarire quanto accaduto.
Di segno opposto la posizione della maggioranza. Il deputato di Fratelli d’ItaliaGiandonato La Salandraha respinto le accuse, sostenendo che le attività contestate fossero statecondivise negli organismi interni della Commissionee accusando le opposizioni di voler ostacolare l’accertamento dei fatti relativi alla gestione della pandemia.
La replica di Conte
A intervenire è stato ancheGiuseppe Conte, presidente del Consiglio durante l’emergenza Covid e oggi leader del Movimento 5 Stelle. L’ex premierha accusato la maggioranza di utilizzare la Commissione per finalità politiche, sostenendo che l’obiettivo sia quello di costruire unanarrazione strumentale sulla gestione della pandemia.
“Non troverete mai una mia attività illecita”, ha dichiarato Conte, ribadendo di aver chiuso il proprio studio professionale una volta assunto l’incarico di presidente del Consiglio nel 2018. L’ex premier ha inoltre sottolineato di non essere mai intervenuto nelle vicende contestate e di non aver mai suggerito o favorito rapporti professionali tra aziende e altri avvocati.
Dunque da una parte la maggioranza rivendica la necessità diapprofondire le testimonianzesulle forniture sanitarie durante l’emergenza Covid; dall’altra le opposizioni denunciano unagestione della Commissione che ritengono orientata più alla battaglia politica che all’accertamento imparziale dei fatti. Una contrapposizione destinata a proseguire anche nelle prossime audizioni.
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