“Finalmente ci siamo. La Commissione è stata un plotone di esecuzione nei miei confronti“. Inizia in pieno quieto vivere l’audizione diGiuseppe Contedavanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza sanitaria causata dal Covid e nel dibattito sulle mascherine.
La riunione è iniziata conquasi quattro ore di ritardoa causa dei lavori d’Aula della Camera, e come spiegato dal presidente di Commissione in quota FdI, Marco Lisei, il leader 5s relazionerò fino alle ore 18, successivamente sarà dato spazio alle domande dei commissari.
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Si aspettano quindi risposte in diretta anche sulladecisione di estendere il lockdown all’intero territorio nazionale, nonché da lui comprendere la genesi di quella decisione perché le conseguenze di quella chiusura generalizzata hanno messo in crisi interi settori produttivi.
Ma non solo, la Commissione intende confrontarsi con Conte anche per capre il protocollo sanitario chiamato “tachipirina e vigile attesa” considerando che, sempre nel corso delle audizioni finora condotte, diversi medici e ricercatori hanno espresso forti perplessità sostenendo che con quell’approccio si sia perso tempo peggiorando le condizioni dei pazienti.
L’incontro con l’ex presidente del Consiglio arriva dopo mesi di botta e risposta tra il leader del Movimento 5 stelle e Fratelli d’Italia. Infatti, è stato possibile convocare l’audizione solo in questo 6 agosto, in quanto Conte,per farsi audire, doveva dimettersi da membro della stessa Commissione– cosa che ha fatto solo lo scorso 3 agosto – e era stata calendarizzata all’indomani, ma posticipata ad oggi per gli impegni in Aula.
E in questa cornice spinata, l’ex premier tiene a rimarcare come si fosse “accreditata l’idea che io avessi paura a parlare in questo contesto: non ho mai avuto paura, ho sempre operato in trasparenza, chi parla in questo modo non mi conosce“. Per poi sostenere che “sulla paura, non posso accettare lezioni da chi non può darne: abbiamo visto solo ieri situazioni di chi ha paura, scappa, difende compagni di partito, non consegna le chat“. Il riferimento diretto è il caso Delmastro e alle conversazioni con l’avvocato Caroccia, ma si si ferma subito per non sviare e spostare il focus: “Non è questa la sede“.
Insomma, in sede di audizione invece, “con queste mie dichiarazioni mi assumo lapiena responsabilità giuridica di quello che dirò“, prosegue il leader pentastellato puntualizzando di non avere difficoltà a “giurare con una formula che i consenta di dire mi espongo a tutte le conseguenze – pleno jure direbbero i giuristi – per quanto riguarda gli elementi di cui sono a conoscenza“.
Ebbene, Conte ribadisce di essersi seduto dinanzi la Commissione con la consapevolezza di dover riferire scienza e coscienza di tutti i fatti da me conosciuti, “mi assumerò e mi sono sempre assunto la responsabilità politicaanche delle mie condotte e delle mie azioni“.
Quindi, si inizia a lasciare le polemiche da parte ed entrare nel vivo. “Devo depositareun documento che mi è pervenuto con lettera anonima e l’ho consegnato lunedì alla Procura di Roma, è redatto il 14 aprile 2022, mi è arrivato con i nomi oscurati ma ci sono tutte le qualifiche, consta di dieci pagine“, ha detto Conte prima di entrare nel merito della sua audizione. Tale documento riguarda la “consegna delle mascherine“.
Il leader del Movimento 5 stelle sottolinea che “c’è la possibilità che siano stati consegnati a una società privata milioni dello Ssato, una cifra enorme per mascherinenon corrispondenti a caratteristiche anticipate e dichiarate“. E aggiunge: “Leggendo questo che è un verbale emergerebbe che tutti i colli depositati in un deposito di Pomezia non sarebbero mascherine con efficacia filtrante, non corrisponderebbe il modello e ci sarebbe una rappresentazione contraffatta del foglio illustrativo“.
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