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Caso Delmastro, voto con scrutinio segreto: con 206 sì e 133 no la Camera nega l’uso delle chat

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Frizzante seduta dell’Aula della Camera, quella sulcaso Delmastro, che a voto segreto, ha approvato con 206 sì e 133 no la proposta del relatore di maggioranza nella giunta per le autorizzazioni dinegare l’uso delle chatdel deputato ed ex sottosegretario alla giustizia, Andrea Delmastro, scambiate con l’avvocato Mauro Caroccia, da parte della Procura.

Effervescente la protesta dagli scranni dell’opposizione nel corso delle dichiarazioni di voto, tra deputati bendati, cellulari alzati e le urla “Fuori le chat“. Si muovo alla parola concordata, invece, gli esponenti di Avs: “Non possiamo bendarci gli occhi, di fronte agli ostacoli che si frappongono alla ricerca della verità“, alza la voce la deputata Elisabetta Piccolotti. Scattano in piedi una dozzina di colleghi delle opposizioni, in mano un fazzoletto, e tutti a coprirsi gli occhi.

La maggioranza si alza dai banchi, li indica, fa spallucce, fino alla disposizione del presidente di turno, Anna Ascani: “Vi chiedo di ricomporre l’ordine corretto per consentire i lavori“. Le bende cadono. Scatta il botta e risposta tra la vicepresidente delle Camera e il leader pentastellatoGiuseppe Conteche apre il suo intervento contestando l’assenza del governo dai banchi dell’esecutivo: “Dobbiamo accertare un fatto inaspettato: non c’è un ministro o un sottosegretario che rappresenti il governo. Che succede? Giorgia Meloni non ci mette la faccia? Parliamo del suo partito“.

Ascani è dunque intervenuta, replicando che, trattandosi di una deliberazione della Camera, “non è previsto che i banchi del governo siano occupati“. “Non è una motivazione tecnica, ma un giudizio politico“, ha replicato Conte, osservando che molti esponenti dell’esecutivo, a partire dalla premier Meloni, sono anche deputati.

Riprende allora la teatralità. “Tirate fuori le chat, tirate fuori i telefoni“, urla il gruppo del Movimento che si alza in piedi e solleva tablet e cellulari, chiosando così le ultime parole dell’intervento dell’Avvocato del Popolo, applaudito da Pd e Avs: “Basta, lo dico con umiltà citare, citare Borsellino!A chi si batte per la legalità, a tutte le associazioni contro il pizzo, avviate speranza. Tireremo fuori il Paese dalle sabbie mobili in cui l’avete precipitato“.

Alza la voce la segretaria dem,Elly Schlein, per puntualizzare che “nessuno sta chiedendo al Parlamento di fare un processo ma di far fare il loro mestiere ai magistrati, non certo di anticipare un processo. E così, a pochi istanti dalla negazione all’acquisizione delle chat di Delmastro, Schlein affonda: “Stiamo per dare un voto che dirà molto non solo sulla vicenda Delmastro ma anche sul rapporto tra Parlamento e magistratura e su come si intendono le prerogative dei parlamentari e sull’idea della legalità del centrodestra: due pesi e due misure, ipergiustizialisti con gli avversari e garantisti con i colleghi di partito“.

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