Slitta il voto della Camera sull’autorizzazione all’acquisizione delle chat tra l’ex sottosegretario alla GiustiziaAndrea Delmastroe il prestanome del clan SeneseMauro Caroccia. La Conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso di rinviare la discussione in Aula dopo la lettera inviata in mattinata dal procuratore di RomaFrancesco Lo Voi.
Gli atti torneranno ora allaGiunta per le autorizzazioni, che svolgerà gli approfondimenti ritenuti necessari prima che la vicenda venga nuovamente calendarizzata in Assemblea. L’Ufficio di presidenza della Giunta è stato convocato nella stessa mattinata.
Leggi Anche
Il presidenteDevis Doriha comunicato che nella seduta con votazioni che si terrà tra lunedì e martedì, si deciderà se occorre un’ulteriore integrazione istruttoria in giunta o si va in Aula. “Ci sarà la proposta del relatore di maggioranza Pittalis e due annunciate proposte di minoranza“, ha poi aggiunto.
Le proteste della maggioranza
La decisione di rimandare gli atti alla Giunta ha suscitato le critiche della maggioranza. Il capogruppo di Forza ItaliaEnrico Costaha definito la procedura “anomala“, sottolineando chela Camera era pronta a votare. Secondo Costa, riaprire l’istruttoria a ridosso della votazione, sulla base di nuovi documenti trasmessi dalla Procura, rischia dicreare un precedenteche potrebbe incidere sul regolare svolgimento dei lavori parlamentari.
A fare ecoDario Laia, deputato di Fratelli d’Italia e capogruppo nella Giunta per le autorizzazioni che specifica: “La questione del deposito delle chat di Andrea Delmastro con Carocciapoteva essere definita già oggi. E per noi lo sarà la prossima settimana.La lettera inviata dalla Procura di Roma– prosegue il deputato-non aggiunge nulla perché la nostra posizione attiene all’ufficio e alle prerogative parlamentari e non tanto a quello che Delmastro ha scritto o meno”. Per questo hanno chiesto che “la Presidenza della Camera valuti se coinvolgere la Giunta per il regolamento,perché la decisione del presidente Dori crea un precedente”.
Cosa contiene la lettera di Lo Voi
Nella comunicazione inviata alla Camera, il procuratore Lo Voi spiega di aver ricevuto dallegale diMauro Caroccia,Fabrizio Gallo, una memoria difensiva corredata da una serie di conversazioni tra lo stesso Caroccia e Delmastro. Secondo la difesa, quei messaggi dimostrerebbero cheCaroccia avrebbe agito come prestanome di Delmastro e non del clan Senese,come invece ipotizzato nell’inchiesta.
Stando alle dichiarazioni dell’avvocato, sarebbe stata depositata agli inquirenti “tutta una nuova serie di messaggi con altri soggetti provenienti da altre chat” e con essa la richiesta al Procuratore di “sollecitare al Gip di sollevare una questione dilegittimità costituzionale” per evitare “che una decisione di mancata autorizzazione da parte della Camera possa comprimere il diritto di Difesa rispetto alla tutela della riservatezza di un parlamentare, allo stato non prioritaria rispetto alla tutela della difesa che la Costituzione sancisce per ognisemplice cittadino“.
Nella missiva, la Procura precisa però di non essere ancora in possesso del contenuto del telefono cellulare, perché le chat possono essere acquisite e utilizzate solo previa autorizzazione del Parlamento.
Perché serve il via libera della Camera
La Procura aveva già chiesto di poter acquisire le conversazioni, ma laGiunta per le autorizzazioniaveva espresso parere contrario. Il voto definitivo spettava all’Aula della Camera.
Con la nuova documentazione, Lo Voi segnala che l’accesso al dispositivo potrebbe consentire di verificare il materiale prodotto dalla difesa e accertarne autenticità e completezza, evidenziando come il telefono possa contenere ancheelementi favorevoli agli indagati.
Maggioranza e opposizioni divise
La lettera hariaperto il confronto politico. Nelcentrodestrasi valuta se interpretarla come una richiesta di ulteriori approfondimenti da parte della Procura, con il timore che un eventuale diniego della Camera possa sfociare in un conflitto davanti alla Corte costituzionale.
Le opposizioni, invece, si dividono tra chi ritiene opportuno autorizzare l’acquisizione delle chat e chi non vuole avallare il rinvio del voto richiesto dopo l’arrivo della nuova documentazione.
© Riproduzione riservata













