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Cesa (UdC) sull’Ue nella Nato: “La difesa è uno strumento di pace e il suo rafforzamento è deterrenza” | INTERVISTA

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La Nato non si tocca. E’ questa l’estrema sintesi che prende corpo in un confronto con l’onorevole Lorenzo Cesa, presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare dell’Alleanza atlantica, che a domanda risponde con polso fermo masticando certezze. Nella cornice della sala della Lupa a margine del convengo di sua iniziativa “Appalti e mafia, difendere trasparenza e legalità“, il leader dell’Udc si concede ai microfoni de Il Difforme per palesare l’aria che si respira in quel Bruxelles.

Ebbene, il quadro è presto chiaro. Da un lato il presidente Usa, Donald Trump, che dall’altra sponda dell’Atlantico punta il dito contro l’Unione europea accusandola di essersi adagiata sugli allori a stelle e strisce in attesa di essere difesa. Dall’altro, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, che torna a fare ciò che nella sua carriera politica gli è valso il soprannome di Teflon. Ovvero attraversare crisi e polemiche senza che nulla gli resti addosso. E questa volta mettendo in campo la sua abilità a protezione del tycoon. Quindi, l’Ue che dichiara di poter essere indipendente dal grande ombrello Usa di garanzia di sicurezza e di sopportare la pioggia delle tensioni geopolitiche internazionali.

Cesa in questo scenario abbraccia la “verità” olandese. “L’alleanza euroatlantica è assolutamente essenziale“, scandisce con tanto di gesto per dire “i conti stanno a zero”, e spiega che l’Alleanza atlantica sia “stata motivo della pace che abbiamo potuto godere tutti. E se abbiamo vissuto in pace, lo dobbiamo a questa alleanza che c’è tra gli Stati Uniti e l’Europa“.

Insomma, una verità che sembra piuttosto a portata di mano e che ovviamente squarcia il dibattito che si va consumando in Europa sul tema della difesa e della sicurezza militare per quanto riguarda il presente e pure l’immediato futuro.

On. Lorenzo Cesa

Quella dell’onorevole dell’Unione di Centro, è una visione che evidenzia soprattutto la necessità di una cosa essenziale: nonostante un nevrotico inquilino della Casa Bianca, non può esistere una difesa europea oggi, o a breve, senza gli Stati Uniti. “C’è un problema che Trump solleva da tempo, – ricorda Cesa – che è quello che gli europei devono far di più nella difesa. Non possiamo vivere pensando sempre di lucrare sulle spalle degli americani, cosa che è avvenuta per ottant’anni“.

Parole che fanno eco a quelle di Mario Draghi che è tornato a strigliare il Vecchio continente perché “un’Europa incapace di difendere i propri interessi non potrà preservare a lungo i propri valori“. Quindi, è il momento che Bruxelles si rafforzi militarmente ma all’interno del quadro della Nato, come puntualizza Cesa che però rivendica come negli ultimi tre anni, siano stati fatti dei passi giganteschi perché la guerra in Ucraina, “ci ha insegnato che non possiamo stare a guardare“.

Uno sguardo più ottimistico e ben più fiducioso che si raggiunga l’equilibrio tra le parti, “avendo avuto anche contatti con i repubblicani e i democratici americani che la pensano nello stesso modo“. Perché, tiene a ricordare l’onorevole, “la difesa è uno strumento” e “il rafforzamento degli strumenti di difesa, è deterrenza“, quindi la difesa p uno strumento di pace.

Ma per costruire una seria e deterrente difesa Ue, ci sarà bisogno di tempo. E ancora di più ne servirà per costruire un esercito comune europeo. Senza tralasciare, su questo, che i governi degli Stati membri dovranno giustificare i motivi di questa necessità alle rispettive opinioni pubbliche. Ma da quando il Vecchio continente potrà difendersi da solo veramente? Il tempo, sempre restando nel contesto della Nato, per creare una difesa Ue che sia deterrente e sostanziale, e non fatta solo di desideri e teorie, resta necessario.

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