Si è svolto il botta e risposta a Cernobbio tra il già premier Mario Monti e l’ex generale Roberto Vannacci. Si confrontano sull’Europa, il leader di Futuro Nazionale durante il dibattito “Il progetto europeo tra integrazione e sovranità: il punto di vista italiano” sottolinea che “oggi l’ideologia ha prevaricato la competitività. Abbiamo fissato prima il calendario e solo dopo abbiamo verificato se l’industria era in grado di sostenerla”.
Poi sull’Ucraina sostiene che l’Europa “si è schierata completamente a favore dell’Ucraina, però nell’ultimo semestre abbiamo incrementato l’importazione di gas alla Russia finanziando quell’economia di guerra che noi vorremmo invece combattere. Insomma sembra una strategia totalmente schizofrenica”. Poi entra più nel dettaglio dicendo che “L’Europa fortunatamente cambia, i leaders più in pista traballano: Starmer che è già caduto, Farage che è pronto al lancio, Macron, Merz , Sánchez credo che non mangeranno il panettone del 2027 se non quello del 2026”.
Cernobbio, la risposta di Monti
Il senatore a vita risponde all’ex generale iniziando il suo discorso con un tono leggermente ironico: “Sono molto attratto dai riferimenti alla cultura romane che lei spesso fa. I romani dicevano ‘divide et impera’ e oggi Trump e Putin cercano di applicare questo motto provando a dividere l’Europa”, aggiungendo che “i partiti sovranisti nei paesi europei, dal canto loro, stanno cercando di farlo, o di fatto lo stanno facendo, dall’interno dell’Europa”.
Il già presidente del Consiglio poi si esprime duramente sul programma di Fn di Vannacci: “Lei la Costituzione della Repubblica italiana la viola palesemente con suo programma in molti punti, che sono anche un violazione della carta fondamentale dei diritti umani dell’Ue, dalla parità di genere a tante altre cose”. Poi nella cornice del Forum Ambrosetti Mario Monti conclude con toni duri: “Ormai sono vecchio, ma combatterò fino all’ultima mia energia per il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo”.
Il senatore a vita incalza: “Leggendo il suo programma un aspetto del fascismo, il più insidioso, è già in atto: non è probabilmente la ricostruzione del partito nazionale fascista, ma trovo in lei la ricostruzione della narrativa, della retorica e dello spirito del fascismo”.
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