Antichi Telai 1894

Cdm approva il pacchetto sicurezza: stretta su manifestazioni e ordine pubblico

Il Consiglio dei Ministri, convocato oggi alle 16:10 a Palazzo Chigi, approva il pacchetto sicurezza e il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina. Si discute anche l’adeguamento alla direttiva europea sulla parità salariale

6 Min di lettura

Il Consiglio dei Ministri è stato convocato oggi, alle 16:10, a Palazzo Chigi per affrontare una serie di dossier centrali nell’agenda del governo. Tra i principali punti all’ordine del giorno figurano: il pacchetto sicurezza, l’adeguamento alla direttiva europea sulla parità salariale e un decreto legge per superare i rilievi della Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo Stretto di Messina.

Pacchetto sicurezza approvato: il decreto legge

Il Consiglio dei ministri ha approvato l’intero pacchetto sicurezza. Oltre al decreto legge, è stato dato il via libera anche al disegno di legge collegato, che ora inizierà il suo iter parlamentare. Con l’approvazione in CdM, il governo imprime un’accelerazione al proprio impianto normativo in materia di ordine pubblico, manifestazioni e tutela delle forze dell’ordine.

Al centro della riunione il decreto legge e il disegno di legge inseriti nel cosiddetto pacchetto sicurezza, sui quali il governo lavora da settimane. Secondo le prime indiscrezioni, entrambi i testi sarebbero composti da circa una trentina di articoli ciascuno.

Il decreto legge sicurezza ribadirebbe innanzitutto un obbligo già previsto dall’ordinamento: chi organizza una manifestazione in un luogo pubblico (strade, piazze, ecc) deve darne comunicazione al questore almeno tre giorni prima. La novità riguarderebbe l’inasprimento delle sanzioni in caso di mancato preavviso, che potrebbero andare da 1000 a 10.000 euro. Sanzioni ancora più elevate scatterebbero nel caso in cui una manifestazione vietata, per motivi di sicurezza, venisse comunque organizzata o svolta: in questo caso, soprattutto per i promotori, le multe amministrative potrebbero arrivare fino a 12.000 euro.

Tra i punti più discussi figura il tema del rispetto dei percorsi organizzati e delle limitazioni alla circolazione imposte durante le manifestazioni. Alla luce dei recenti scontri avvenuti a Torino, il governo ritiene che il mancato rispetto di tali prescrizioni possa costituire un rischio concreto per la sicurezza pubblica. Per questo motivo, anche il cambio di percorso o la violazione delle restrizioni al traffico potrebbe comportare sanzioni comprese tra 1000 e 10.000 euro. Le stesse pene sarebbero previste per chi, durante una manifestazione, ostacola l’intervento dei mezzi di soccorso.

La linea dell’esecutivo dunque, non sarebbe quella di vietare le manifestazione, ma di aumentare il costo degli “strappi alle regole” responsabilizzando soprattutto chi organizza.

Parità salariale e trasparenza: il decreto di attuazione della direttiva UE

All’ordine del giorno anche il decreto legislativo di adeguamento a una direttiva europea sulla sulla trasparenza degli stipendi e sulla parità salariale tra uomini e donne. La bozza del provvedimento sarebbe composta da 16 articoli e si applicherebbe a tutti i lavoratori e a tutte le tipologie contrattuali.

L’obiettivo è garantire che a parità di mansione corrisponda parità di retribuzione, indipendentemente dal genere. Tra le novità previste, le azienda sarebbero tenute a fornire informazioni chiare sulla retribuzione già in fase di selezione del personale: gli annunci di lavoro dovranno indicare il trattamento economico previsto e i candidati non sarebbero più obbligati a comunicare gli stipendi percepiti in precedenza.

Il lavoratori avrebbero inoltre il diritto di conoscere le retribuzioni medie dei colleghi che svolgono mansioni analoghe. Qualora ci fossero differenze salariali ingiustificate superiori al 5% tra uomini e donne, i datori di lavoro sarebbero obbligati ad intervenire. Il controllo riguarderebbe non solo la parte fissa dello stipendio ma anche e soprattutto bonus e premi, componenti dove generalmente si manifestano variazioni difficili da monitorare.

Il Consiglio dei Ministri approva il Decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina

Tra i dossier affrontati anche il decreto legge volto a superare i rilievi sollevati dalla Corte dei Conti sul progetto del Ponte sullo stretto di Messina. I giudici contabili avevano espresso perplessità su come era organizzata la gestione del progetto, sui responsabili delle decisioni e sui poteri che detenevano. Il decreto legge avrebbe infatti l’obiettivo di sbloccare il progetto attraverso disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni.

Nei giorni scorsi si era ipotizzata la nomina di un super commissario con poteri speciali che avrebbe tolto la gestione al Ministero delle Infrastrutture. Era circolato anche il nome di Pietro Ciucci, l’amministratore delegato della società “Stretto di Messina”. Si parlava di limitare il ruolo della Corte dei Conti mettendo dei “paletti” ai suoi controlli.

Stando alle prime indiscrezioni il Cdm avrebbe approvato il decreto legge sul Ponte sullo Stretto di Messina con alcune modifiche. Il governo avrebbe fatto marcia indietro sulla nomina di un super commissario mantenendo la gestione dell’opera in capo al Ministero delle Infrastrutture e non avrebbe introdotto limitazioni al controllo della Corte dei Conti.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
Antichi Telai 1894

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail: proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.