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Caso Roggero, l’Anm lancia l’allarme: ‘Dopo sentenza giudici bersaglio di minacce e insulti’

Come spesso accade in Italia, il caso giudiziario del gioielliere di Grinzane Cavour è divenuto un caso politico, scatenando un profondo clima di contestazione nei confronti dei magistrati, anche da parte di esponenti politici. Per questo, l'organismo associativo dei togati è intervenuto per ribadire vicinanza ai colleghi bersaglio di insulti

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La sentenza sulcaso Roggero, che ha condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi il gioielliere di Grinzane Cavour per l’omicidio di due rapinatori che avevano derubato il suo negozio, ha scatenato un profondoclima di odionei confronti dei magistrati. È quanto denunciato dalla Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati, che ha stigmatizzato il fatto che ai togati che si sono occupati della vicenda “siano arrivate minacce e insulti per il solo fatto di aver applicato la legge dello Stato sull’omicidio e sullalegittima difesa“.

Insomma, un caso giudiziario che, come spesso accade in Italia, ha travalicato i confini delle aule di tribunale per entrare nell’agone politicoe ammantarsi di becero populismo. Per questo motivo, l’organismo associativo della magistratura è intervenuto con un duro comunicato per difendere “i colleghi piemontesi che hanno emesso le sentenze diprimo e secondo grado, così come di quelli dellaCorte di cassazioneche le hanno confermate“.

Caso Roggero, Anm: “Chi ricopre ruoli istituzionali deve avere maggior responsabilità nell’utilizzo delle parole”

Con riferimento ai commenti al vetriolo arrivati da vari esponenti politici del centrodestra, tra cui spiccano il leader della LegaMatteo Salvinie il premierGiorgia Meloni, l’Anm ha voluto mettere un punto fermo, ribandendo l‘autonomia della magistratura e la separazione dei poteri, vero cardine dello Stato diritto democratico. Nelle parole dell’organismo, infatti, chi occupa ruoli istituzionali dovrebbe avere “maggioreresponsabilità e cura nell’utilizzo delle parole“, giacché il linguaggio di odio utilizzato nel dibattito pubblico può contribuire adalimentare tensioni.

La critica all’operato dei giudici è dunque perfettamentelegittima, ma non deve sfociare in una narrazione pretestuosa che individua i magistrati come“bersaglio da colpire”, come nemico da additare al pubblico ludibrio. In conclusione, viene specificato, “il clima che si crea nei confronti di chi applica la legge dovrebbe esseredifferente“.

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