Ilcaso Minettisi è definitivamentechiuso. Il presidente della RepubblicaSergio Mattarellaha infatti preso atto delparere positivoespresso dalla Procura Generale di Milano in merito allagraziaconcessa all’ex igienista dentale e non ha ravvisato elementi per revocare l’atto di clemenza firmato lo scorso febbraio.
Era stato lo stesso Capo dello Stato a chiedere ai magistrati meneghini di disporrenuovi accertamenti sulla vicenda, all’indomani dell’inchiesta lanciata dalFatto Quotidiano. Accertamenti che, come reso noto dalla pgFrancesca Nanni, hanno dimostrato che le notizie di stampa su Minettinon corrispondo al veroe che “non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito“.
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Caso Minetti, Mattarella risponde alle critiche dei media
In un comunicato del Quirinale, Mattarella ha rinnovatola fiducia nella magistratura, ringraziando il ministro della GiustiziaCarlo Nordioper aver “sollecitamente provveduto” a portare avanti le indagini supplementari che lui stesso aveva richiesto. Poi, per far cessare definitivamente la bufera mediatica che da settimane ha investito il Colle, il Capo dello Stato ha voluto fermamente mettere i proverbialipuntini sulle “i”.
Per sgombrare il campo da calunniose voci su presunte pressioni esterne ofavoritismi nei confronti di Minetti, Mattarella ha precisato che “da oltre undici anni, quando una domanda di grazia è accompagnata dal parere favorevole degli organi giudiziari competenti, il Presidente della Repubblica la concede abitualmente,senza farsi influenzare da considerazioni estranee alle finalità umanitariedel provvedimento“.
La notizia della grazia a Minetti non è stata divulgata a causa della presenza di dati sensibili
Quanto poi alla decisione dinon divulgarela notizia della firma dell’atto di clemenza, che tante critiche ha attirato al Colle, il presidente ha assicurato che non c’è stata“alcuna inconsueta segretezza“, ricordando che “nella maggior parte dei casi di concessione di grazianon viene emesso un comunicato da parte del Quirinale, in ragione della presenza didati sensibili“, come malattie, vicende e relazioni familiari, coinvolgimento di bambini e altri aspetti delicati.
A conferme del fatto che Mattarella non ha deviato dalle pratiche abituali, nella parte finale del comunicato viene precisato che nel corso del suosecondo mandato, iniziato nel 2022, il Capo dello Stato ha concesso42 grazie, ma solamente 12 sono state rese note; le altre 30 non sono divenute di dominio pubblico proprio per la presenza dei suddetti dati sensibili.
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