Nuovi sviluppi sulcaso Delmastro. La Procura della Repubblica di Roma, che indaga sul riciclaggio di denaro del clan Senese, ha chiesto di acquisire tutte le conversazioni avute dal prestanome Mauro Caroccia con l’ex sotto segretario alla Giustizia Andrea Delmastro. La richiesta è stata inoltrata allagiunta per le autorizzazioni a procedere della Camerae riguarda tutti gli scambi avuti dal parlamentare di Fratelli d’Italia con il ristoratore condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni ericiclaggio aggravato dal metodo mafioso.
Caso Delmastro, il sottosegretario ha dichiarato che non conosceva i precedenti penali di Caroccia
Con il prestanome del clan Senese, Delmastro aveva aperto nel 2025 un ristorante,“Bisteccheria d’Italia”, in cui erasocio al 25%e del quale risultava amministratrice unica la figlia 18enne dell’uomo, Miriam Caroccia. Ieri,l’ex sottosegretario ha riferito in commissione Antimafiasulla vicenda, ammettendo di aver compiuto “una imperdonabile leggerezza“, ma precisando che, all’inizio della sua avventura imprenditoriale,non era a conoscenza dei precedenti penali di Caroccia.
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Le chat con le conversazioni che la Procura capitolina chiede di acquisire sono contenute neltelefono del prestanome dei Senese, già posto sotto sequestro e attualmente all’esame del Nucleo investigativo dell’Arma dei Carabinieri. Per poter utilizzare i contenuti che coinvolgono Delmastro, che al momentonon è indagato, i giudici avranno tuttavia bisogno dell’autorizzazione a procedere da parte della Camera. Questo perché, come stabilito dall’articolo 68 della Costituzione, la corrispondenza dei parlamentari è sottoposta adimmunitàe il suo sequestro può avvenire solo se il ramo del Parlamento a cui il rappresentate del popolo appartiene lo concede.
Per Mauro e Miriam Caroccia Delmastro è stato “un benefattore”
La Direzione distrettuale antimafia è arrivata all’ex sottosegretario monitorando imovimenti societari di Caroccia. Secondo la tesi sostenuta dalla Procura, il ristoratore avrebbe continuato a favorire il riciclaggio del clan Senese anche con la “Bisteccheria d’Italia”, dopo la chiusura e il sequestro dei locali della sua catena“Da Baffo”. I due Caroccia, padre e figlia, entrambi indagati con l’accusa diriciclaggio e intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa, negli interrogatori hanno descritto Delmastro come “un benefattore” che ha teso loro una mano in un grave momento di difficoltà. Su Caroccia pende anche un’ indagine per bancarotta fraudolenta relativa a un altro suo ristorante.
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