“Sto inviando in questi minuti alla Procura di Roma una memoria con tutte le chat tra l’ex sottosegretarioAndrea Delmastroe il mio assistito con richiesta di acquisizione immediata ai fini delle indagini“. Così l’avvocatoFabrizio Gallo, legale diMauro Caroccia, in merito all’inchiesta sul ristorante romano “Bisteccheria d’Italia”, nella quale l’imprenditore romano è indagato insieme alla figlia perriciclaggio e intestazione fittizia di beni con l’aggravante mafiosa.
“Dalle chat si capisce chiaramentechi è il proprietario del localee questo è fondamentale per chiarire la posizione del mio assistito“, ha aggiunto l’avvocato, sottolineando che il Parlamento,negando l’acquisizionedelle conversazioni tra l’ex sottosegretario al Ministero della Giustizia e Caroccia, “fa un grosso danno a un cittadino che non può difendersi visto cheDelmastro non è indagato“.
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Caso Delmastro, Gallo: “Immunità parlamentare non può diventare privilegio personale”
LaProcura di Roma, che coordina l’indagine, aveva chiesto l’acquisizione delle chat intercorse tra il parlamentare di Fratelli D’Italia e il prestanome del clan dei Senese, ma qualche giorno fa la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera l’ha negata. L’articolo 68 della Costituzioneprevede infatti che la corrispondenza dei parlamentari sia sottoposta adimmunitàe che il suo sequestro possa avvenire solo se il ramo del Parlamento a cui il rappresentate del popolo appartiene lo concede.
Sul punto tuttavia Gallo tira dritto, denunciando il fatto che “non si può trasformare un’immunità parlamentare in unprivilegio personale“. Per il legale. infatti, è assurdo che in un caso del genere unaprova favorevole al reonon possa essere acquisita, pregiudicando gravemente la situazione processuale di un cittadino indagato. Le chat oggetto della discordia “hanno una rilevanza fondamentale per dimostrarel’estraneità dei miei assistitirispetto al reato contestato“, anche alla luce del fatto che la Corte Costituzionale, in una sentenza del 2007, ha già stabilito che in fase dibattimentaleil diritto alla difesa è preminente rispetto a quello all’immunità.
Caso Delmastro, le accuse della Procura di Roma
Secondo la tesi sostenuta dalla Procura, il ristoratore “Bisteccherie di Italia”, che Delmastro aveva aperto insieme a Caroccia e alla figlia di quest’ultimo e di cui era socio al 25%, avrebbe favorito ilriciclaggio di denaro del clan Senese. L’imprenditore romano ha sempre negato le accuse, descrivendo l’esponente di FdI come“un benefattore”che lo ha aiutato in un momento di difficoltò, mentre l’ex sottosegretario alla Giustizia ha precisato che non era a conoscenza deiprecedenti penali di Carocciaprima di iniziare la sua avventura imprenditoriale.
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